«Penali dei cantieri lumaca ai commercianti penalizzati»: la proposta del centrosinistra a Pescara

8 Luglio 2026
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I consiglieri di centrosinistra vogliono un regolamento che preveda sgravi fiscali automatici quando le opere pubbliche durano più del previsto

PESCARA – Chi ritarda paga, e chi viene danneggiato dai ritardi paga meno. Il centrosinistra pescarese chiede un regolamento che preveda sconti sui tributi per le attività commerciali penalizzate dai cantieri lumaca. Sconti che consisterebbero in riduzioni sulle somme dovute al municipio che, a sua volta, ovvierebbe ai minori introiti con quanto dovuto come penali dalle imprese che non completano i lavori appaltati entro i termini previsti. È quanto chiedono i gruppi consiliari di centrosinistra al Comune di Pescara: Pd, Avs, M5S, e le liste civiche Costantini sindaco e Faremo grande Pescara, che stamani hanno presentato l’iniziativa in conferenza stampa.

«I cantieri troppo lunghi», sostengono i consiglieri di minoranza, «hanno un costo che nessuno davvero paga fino in fondo: ma lo pagano commercianti, artigiani, professionisti, piccole attività di quartiere, perché meno accessibilità e meno visibilità si traducono in meno clientela e meno incassi. E troppo spesso anche in meno tutele».

Di qui la proposta che «è una risposta concreta a un problema concreto, affermando un principio semplice: i ritardi nei lavori pubblici non possono continuare a essere scaricati solo su chi alza ogni mattina la serranda. Se un cantiere dura troppo e crea un danno reale, il Comune deve intervenire con strumenti certi, trasparenti e verificabili».

Lo strumento è appunto un regolamento comunale che faccia diventare automatiche le agevolazioni sui tributi dovuti al municipio per le attività commerciali danneggiate dai cantieri infiniti: «Questo significa una cosa molto chiara: da oggi il ritardo non è più un fatto neutro. Chi programma, chi dirige e chi esegue i lavori sa che ci saranno controlli, responsabilità e quindi conseguenze. E sa anche che quelle penali non finiscono in un indistinto capitolo contabile, ma servono a dare un ristoro a chi quel ritardo lo subisce davvero».

Un sistema virtuoso, quindi, destinato ad autoalimentarsi: «Da un lato si garantisce a chi subisce il danno del ritardo un beneficio concreto e automaticamente attivabile», sottolinea il centrosinistra, «dall’altro, si costruisce intorno al cantiere un sistema di responsabilità: rup e direttore dei lavori sono tenuti ad accertare e documentare tempestivamente ogni ritardo, l’impresa sa che ogni giorno di ritardo genera una penale che va direttamente a coprire il danno che quel ritardo produce».

«È la logica elementare del diritto che incontra la logica della buona amministrazione», concludono gli esponenti della minoranza consiliare, «il danno ha un costo, quel costo ricade su chi lo ha causato, e chi lo ha subito non resta solo».

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