La Provincia di Teramo chiede alla Regione 9 milioni di euro: scatta il preavviso di ipoteca

8 Luglio 2026
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Presidente della Provincia di Teramo

Dopo anni di solleciti senza esito, l’ente avvia la procedura per recuperare le somme sostenute fino al 2022 per servizi trasferiti alla Regione. Il presidente D’Angelo: “Risorse indispensabili per strade e scuole”

TERAMO – La Provincia di Teramo passa alle vie formali per recuperare quasi 9 milioni di euro che rivendica nei confronti della Regione Abruzzo. Dopo anni di solleciti e il mancato esito del cosiddetto “contraddittorio informato”, l’ente guidato dal presidente Camillo D’Angelo ha notificato un preavviso di ipoteca, ultimo passaggio previsto dalla procedura di riscossione per ottenere il pagamento delle somme ritenute dovute.

La vicenda affonda le radici nella riforma delle Province introdotta dalla legge regionale 32 del 2015, che trasferì alla Regione una serie di funzioni. Secondo la ente di vie Milli, però, nonostante il passaggio di competenze, per diversi anni «è stata costretto a continuare a sostenere i relativi costi, arrivando a coprire le spese fino al 2022».

Il credito, quantificato in circa 9 milioni di euro, riguarda servizi come la biblioteca Delfico, il trasporto dei disabili, la Polizia provinciale e i Centri per l’impiego, attività che l’ente sostiene avrebbero dovuto essere finanziate dalla Regione.

Nel corso del 2025, dopo numerosi tentativi di trovare una soluzione bonaria, la Provincia ha avviato la procedura di recupero coattivo attraverso un avviso di accertamento esecutivo patrimoniale, comprensivo degli interessi maturati. Successivamente è stato aperto il previsto contraddittorio con la Regione, che però, stando a quanto riferisce l’ente, «non ha prodotto alcun risultato».

Ad aprile di quest’anno l’avviso è stato notificato senza che la Regione presentasse ricorsi o contestazioni. Da qui la decisione di procedere con il preavviso di ipoteca.

«Fra istituzioni dello Stato dovrebbe esistere una sorta di galateo, ma abbiamo atteso molto e per un ente locale come il nostro si tratta di somme ingenti», dichiara D’Angelo. Il presidente ricorda anche altri dossier rimasti senza soluzione nei rapporti con la Regione, dalla Pedemontana alla sala polifunzionale, fino alla richiesta dell’area Mazzini durante l’emergenza Delfico.

«Per anni – conclude D’Angelo – la Provincia ha sostenuto spese che non le competevano. Sono risorse che oggi potrebbero essere investite nei servizi essenziali di nostra competenza, come strade e scuole. È ai cittadini che dobbiamo dare risposte».


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