Il tribunale ordina al Ministero di concludere il procedimento entro 90 giorni. Il Wwf: “Dopo vent’anni di attesa, ora si dia piena esecuzione alla sentenza”
PESCARA – Il Tar Abruzzo, con la sentenza n. 335/2026 pubblicata lunedì 22 giugno, ha accolto il ricorso presentato dal Wwf Italia e ha rimesso in moto l’iter per l’istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina. Una decisione che segna una svolta attesa da oltre vent’anni e che impone al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di completare la fase procedimentale prevista dalla legge.
Nel dettaglio, i giudici amministrativi hanno riconosciuto la fondatezza delle ragioni dell’associazione ambientalista, ordinando al Ministero di provvedere alla delimitazione provvisoria del Parco, all’adozione delle misure di salvaguardia e alla costituzione del soggetto di gestione provvisoria dell’area protetta, come previsto dall’articolo 34, comma 3, della legge 394 del 1991. Il Tar ha inoltre fissato un termine perentorio di 90 giorni per l’adempimento, prevedendo la possibilità di nominare un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia.
Soddisfazione è stata espressa dall’avvocato Alessandro Corporente, che ha rappresentato il Wwf davanti al tribunale amministrativo. “La sentenza del Tar Abruzzo ha riconosciuto la fondatezza delle ragioni sostenute dal Wwf Italia e ha ordinato al Ministero dell’Ambiente di concludere entro termini precisi il procedimento relativo al Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina”, ha dichiarato. “Dopo oltre vent’anni di attesa, il tribunale ha affermato un principio semplice ma fondamentale: non si può rinviare all’infinito una decisione prevista dalla legge”.
Per l’associazione ambientalista, la pronuncia rappresenta un passaggio cruciale per la tutela del territorio costiero abruzzese. “Si tratta di una decisione particolarmente significativa – ha aggiunto il presidente del Wwf Italia, Luciano Di Tizio – perché afferma che il procedimento non può essere ulteriormente rinviato e che le amministrazioni competenti hanno il dovere di assumere le determinazioni previste dalla legge”.
Nei prossimi giorni, dopo la notifica della sentenza, il Wwf intende inviare una diffida al Ministero, alla Presidenza del Consiglio, alla Regione Abruzzo e ai Comuni interessati, chiedendo di sospendere il rilascio e l’efficacia di autorizzazioni, concessioni e titoli incompatibili con le finalità di tutela del futuro parco.