Il caso di Sarah e Alisya, parla la zia: «Sapevo che le cercavano, ho eseguito un ordine»

22 Giugno 2026
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«Non mi sono fatta nessuna domanda, hanno riempito la stanza con cibo per tre mesi» ha dichiarato la donna che le nascondeva. Il sindaco: «Evitato un tragico epilogo»

L’AQUILA – Quello che doveva essere il covo di una banda di sequestratori o l’abitazione di pericolosi criminali si è rivelato l’appartamento di una donna di ottant’anni. Si è concluso così, a Formia, il drammatico caso di Alisya e Sarah, le due sorelle di 16 e 12 anni svanite nel nulla dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in Abruzzo, e ritrovate ieri sera dalle forze dell’ordine nel comune del sud del Lazio. Le ragazzine erano segregate in una stanza, con il divieto assoluto di uscire e persino di aprire le persiane per guardare fuori. Potevano soltanto guardare la televisione, sintonizzata proprio sui telegiornali che parlavano della loro scomparsa.

«Ho capito che le stavano cercando, non sono scema: ne parlava la televisione», ha dichiarato la donna, spiegando di aver agito su preciso mandato della famiglia materna. Secondo il racconto dell’anziana, le minori sarebbero state condotte a Formia dal nonno, che l’avrebbe contattata appositamente per nasconderle. L’ordine, partito direttamente dalla madre e dal nonno delle due sorelle, era tassativo: non farle uscire di casa per nessun motivo. Per garantire la clandestinità della permanenza, i familiari avrebbero riempito una stanza dell’appartamento con scorte di cibo sufficienti per due o tre mesi, sollevando l’anziana da qualsiasi spesa. «Non mi sono fatta nessuna domanda», ha aggiunto la donna, confermando che le due sorelline assecondavano il piano pur di non essere trasferite in un’altra struttura d’accoglienza, desiderose solo di ricongiungersi alla madre.

Al momento dell’irruzione delle forze dell’ordine, l’anziana ha confessato di aver rivolto un ultimo sguardo di scuse alla più piccola delle due sorelle. Nel suo sfogo non sono mancate parole di netta avversione nei confronti del padre delle minori.

L’operazione, che ha visto il coordinamento sinergico tra la Procura, i Carabinieri del ROS e i militari del comando locale, ha incassato il plauso immediato delle istituzioni. Il sindaco di Formia, Gianluca Taddeo, ha voluto ringraziare pubblicamente gli inquirenti tramite i propri canali social, evidenziando come il tempismo e la tenacia delle indagini abbiano evitato un epilogo che avrebbe potuto assumere risvolti ben più tragici.

La priorità assoluta, adesso, resta la tutela psicologica di Alisya e Sarah, alle quali il primo cittadino ha augurato di poter ritrovare al più presto la serenità e di dimenticare in fretta i giorni della segregazione. Spetterà ora alla magistratura fare piena luce sulle responsabilità penali della rete familiare.

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