Sorelle scomparse a Civitella Alfedena, il padre: “Il mio cuore mi dice che stanno bene”

20 Giugno 2026
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Sorelle scomparse Civitella Alfedena

Continuano senza sosta le ricerche di Sarah e Alisya, le due sorelle minorenni svanite nel nulla da tredici giorni. Nelle ultime ore, il caso si arricchisce di nuovi strazianti appelli, ma anche di precise piste investigative avanzate da chi assiste la famiglia

CIVITELLA ALFEDENA – «Il mio cuore mi dice che stanno bene» sono queste la parole riportate da Alessia Natali, referente dell’Associazione Penelope Abruzzo, con il quale il padre delle due sorelline scomparse da ormai quasi due settimane, ha voluto lanciare il suo messaggio di speranza.

La referente dell’associazione ha inoltre chiarito la dinamica dei contatti familiari, specificando di non aver sentito la madre delle giovani, Valentina D’Acunto, né il suo compagno ma di essere in costante contatto con l’attuale compagna del padre: «Tutto si è mosso grazie a lei. È stata lei a contattare la nostra associazione. È una persona che non sta con le mani in mano e aveva un buon rapporto con le ragazze».

Sul fronte delle indagini, l’Associazione Penelope ha formulato una ricostruzione dettagliata sulla dinamica dell’allontanamento, ipotizzando il coinvolgimento di un complice o comunque di qualcuno di cui le due sorelle si fidavano ciecamente. Secondo questa pista, le ragazze sarebbero riuscite a uscire dalla struttura muovendosi tra i punti bui della casa famiglia e sfruttando una finestra rotta, presumibilmente guidate da una persona che conosceva bene l’edificio. Da lì avrebbero percorso a piedi una parte del sentiero che conduce verso l’area della Camosciara fino alle prime luci dell’alba, momento in cui un complice le avrebbe fatte salire a bordo di un’auto per poi dirigersi verso Pescasseroli.

Contemporaneamente, le ricerche sul campo stanno per ricevere un importante impulso grazie a una svolta tecnologica. È infatti previsto l’arrivo sul posto del “Life Seeker“, un dispositivo avanzato specificamente utilizzato nei contesti di ricerca e soccorso. Questo sistema è in grado di localizzare i telefoni cellulari anche in condizioni critiche, creando una rete temporanea di comunicazione nelle aree montane o impervie totalmente prive di copertura telefonica. L’obiettivo degli inquirenti è riuscire a intercettare eventuali segnali dei dispositivi delle ragazze, nell’ipotesi in cui fossero ancora accesi o avessero agganciato una cella prima di spegnersi.

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