La testimonianza della barista del locale vicino alla struttura protetta rafforza l’ipotesi dell’aiuto esterno. Intanto la madre respinge i sospetti tramite i propri legali
CIVITELLA ALFEDENA – Dieci giorni di vuoto, dieci giorni di ricerche incessanti che finora non hanno dato alcun esito. Il mistero della scomparsa di Sarah e Alisya, le sorelle di 12 e 16 anni svanite nel nulla dalla casa famiglia di Civitella Alfedena lo scorso sabato 6 giugno, si arricchisce di nuovi, inquietanti tasselli. Mentre i Vigili del Fuoco e il Soccorso Alpino perlustrano palmo a palmo le sponde del lago di Barrea con l’ausilio di droni ed elicotteri, le indagini si concentrano su una pista precisa: un aiuto esterno nella fuga.
A rafforzare l’ipotesi di un piano organizzato è la barista del locale dove le due sorelle si recavano quasi ogni giorno accompagnate dagli educatori. Intervistata dai microfoni di Morning News su Canale 5, la donna ricorda Sarah e Alisya come “bambine molto dolci e educate” e descrive un dettaglio insolito riferito proprio alla mattina della scomparsa: «Sabato mattina erano qui ed erano molto più allegre e vivaci del solito. Non credo proprio si siano allontanate da sole: sicuramente hanno avuto l’aiuto di qualcuno da fuori».
Nel pomeriggio di quel sabato, le due minori sono state avvistate lungo la passeggiata del fiume che conduce al lago di Barrea, un’area che lambisce anche un parcheggio per i camper. Un punto strategico da cui qualcuno potrebbe averle prelevate per favorire la fuga.
I legali di Valentina D’Acunto, la mamma delle due sorelle, hanno affidato ad un comunicato una serie di considerazioni per allontanare da lei qualunque sospetto di aver partecipato alla fuga delle figlie. La nota è stata letta a Storie Italiane, programma di Rai 1 condotto da Eleonora Daniele.
Le giustificazioni della madre, tuttavia, non convincono tutti. Sempre a Storie Italiane, Alessia Natali, presidente dell’Associazione Penelope Abruzzo, ha espresso forti perplessità sulla strategia difensiva della donna: «Si difende da cosa? Il papà non ha fatto un comunicato stampa per proteggersi da accuse, perché anche a lui sono state rivolte».
Le ricerche intanto continuano senza sosta. Le unità cinofile e i soccorritori stanno battendo le sponde del lago, convinti che la chiave del giallo si nasconda tra i sentieri dell’Abruzzo o nella rete di contatti che potrebbe aver protetto la fuga di due ragazzine troppo giovani per sparire nel nulla da sole.