Cartarescu accademico onorario della D’Annunzio: sabato la cerimonia a Chieti

17 Giugno 2026
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L’università accoglie a palazzo de’ Mayo lo scrittore rumeno considerato una delle voci più autorevoli della letteratura europea contemporanea

CHIETI – Una delle voci più autorevoli della letteratura europea contemporanea diventa membro onorario del corpo accademico della D’Annunzio. Sabato 20 giugno, nel corso della cerimonia programmata per le 10:30 a palazzo de’ Mayo, il rettore Liborio Stuppia conferisce il titolo a Mircea Cartarescu, scrittore rumeno tra i più noti.

Nato a Bucarest nel 1956, Cartarescu è stato ‘presentato’ al pubblico italiano da Voland, che nel 2003 ha pubblicato ‘Nostalgia’ e, tra il 2008 e il 2016, la trilogia ‘Abbacinante’. ‘Solenoide’, uscito nel 2020 per Il Saggiatore, è probabilmente il romanzo che lo ha consacrato a livello internazionale.

Negli ultimi anni, a più riprese, si è parlato di lui come di possibile candidato al Nobel. Numerosi sono comunque i riconoscimenti ricevuti, sia in ambito internazionale sia in Italia. Lo stile visionario e ricco di immagini, che intrecciano storia e autobiografia, sogni e memoria, sono i tratti caratterizzanti di un autore che alcuni hanno accostato a Kafka e Borges.

L’evento di sabato è promosso dal dipartimento di Lettere diretto da Stefano Trinchese, in collaborazione con i dipartimento di Lingue guidato da Ugo Perolino. Dopo i saluti istituzionali, Davide Savio, docente di Letteratura italiana contemporanea della D’Annunzio, tiene una prolusione sull’opera e la personalità letteraria di Cartarescu. Segue l’intervento dell’autore che dialoga con il dottorando Daniel Stefanese. Alla cerimonia, organizzata in collaborazione con ‘Macondo – Festival delle narrazioni’ di Francavilla, sarà presente anche Cristian Luca, direttore dell’Accademia di Romania a Roma.

“Accogliere tra noi una delle voci più autorevoli e innovative della letteratura contemporanea”, commenta il prorettore vicario Carmine Catenacci, “significa riaffermare il ruolo della D’Annunzio come luogo vivo di incontro tra saperi, culture e tradizioni diverse. Con questa iniziativa l’università rinnova il proprio alto impegno nella promozione della cultura umanistica e nella valorizzazione delle relazioni internazionali, offrendo ai nostri studenti e alla comunità un’importante occasione di crescita e confronto”.

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