L’opposizione denuncia lo stop al Piano di caratterizzazione: «Nessuna Conferenza dei servizi, rischio ambientale ignorato», dice Marziani
NOTARESCO – Siti inquinati, iter fermo e nessuna Conferenza dei servizi a distanza di mesi dalla presentazione del Piano di caratterizzazione. È questa, secondo il consigliere di opposizione Giuseppe Marziani, la fotografia della situazione ambientale a Notaresco, finita da tempo al centro di proteste da parte di cittadini, comitati e associazioni a causa del progetto relativo a una nuova discarica a Casette di Grasciano.
«Il futuro ambientale, turistico e sanitario di Notaresco è sotto attacco, e l’amministrazione comunale continua a rimanere immobile», afferma Marziani a margine della Commissione di studio tenutasi ieri, in sala consiliare. All’incontro erano presenti il sindaco Antonio Di Gianvittorio, il responsabile dell’area tecnica del Comune Davide De Berardis, l’avvocato Filippini incaricato dall’ente, il presidente della Commissione Daniele Di Furia e i rappresentanti del Comitato Osservatorio Val Tordino.
Al centro della polemica c’è la gestione dei terreni destinati alle nuove discariche, aree che secondo documentazione agli atti risulterebbero già interessate da contaminazione. In particolare, l’opposizione richiama l’aggiornamento del “Piano di caratterizzazione” inviato il 22 ottobre 2025 dalla ditta Deco S.p.A. al Comune, che «avrebbe imposto, secondo la normativa vigente, l’immediata convocazione della Conferenza dei servizi per verifiche su suolo e acque sotterranee», dice Marziani.
«Il sindaco è la massima autorità sanitaria locale – prosegue Marziani – eppure, dopo quella comunicazione, non è stato attivato alcun passaggio formale». Un ritardo che, secondo l’opposizione, si protrarrebbe da circa otto mesi, nonostante anche Arta Abruzzo e Provincia di Teramo abbiano indicato la necessità dell’avvio dell’iter da parte del Comune.
Tra gli aspetti evidenziati c’è anche il rischio economico: nel caso in cui il sito venisse classificato come «orfano», la bonifica potrebbe ricadere sulle casse comunali, con costi interamente a carico dell’ente.
Sulla vicenda interviene anche la Commissione di studio e il ruolo dell’organo consiliare, che secondo l’opposizione non avrebbe mai affrontato formalmente il Piano. «La Commissione ambiente, istituita a gennaio, si sta rivelando una farsa istituzionale», continua ancora Marziani, che sostiene anche che il documento non sia mai stato inserito all’ordine del giorno.
Critiche anche sulla gestione dell’iter amministrativo: nel corso della seduta, sarebbe emersa, sempre secondo quanto riferito dall’opposizione, la dichiarazione del responsabile comunale di «non aver avuto tempo» per avviare la procedura, nonostante i termini previsti dalla normativa indichino tempi molto più rapidi.
Il consigliere di opposizione Marziani chiede ora chiarezza su due punti: le motivazioni del mancato avvio della Conferenza dei servizi e le reali condizioni di sicurezza sanitaria dei siti interessati.