Famiglia nel bosco, Cantelmi: “Anche la consulente spinge per il ritorno a casa”

9 Giugno 2026
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Famiglia nel bosco a Chieti
foto di repertorio

Il perito di parte contesta la relazione della Ctu e sostiene: “Nessun esperto ormai è contrario al ricongiungimento”

VASTO – Si arricchisce di nuovi elementi il caso della cosiddetta “famiglia nel bosco”, al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria nelle ultime settimane. All’indomani del deposito della relazione finale da parte della consulente tecnica d’ufficio (Ctu), la psichiatra Simona Ceccoli, interviene lo psichiatra Tonino Cantelmi, perito di parte della coppia anglo-australiana.


Secondo Cantelmi, dalla relazione emergerebbe un punto chiave: la necessità che i bambini tornino con i propri genitori. “La Ctu Ceccoli è costretta ad ammettere che, ai bambini, per il loro vero bene, debbono essere restituiti i loro genitori”, afferma lo psichiatra.
Cantelmi non risparmia critiche all’impostazione della consulenza tecnica, mettendone in discussione il rigore scientifico e metodologico. “Al di là della qualità scientifica – prosegue – basta valutare la proprietà di linguaggio, l’ostinazione con cui scambia libri e teorie per evidenze scientifiche o l’errore nel definire i bimbi immaturi senza averli mai visitati”.


Nel suo intervento, il perito sottolinea inoltre come le osservazioni critiche avanzate dalla difesa avrebbero messo in difficoltà la consulente, portandola a rivedere alcune posizioni. “Incalzata dalle evidenti criticità che abbiamo rilevato, a cui risponde in modo difensivo, la Ctu Ceccoli è costretta ad ammettere” la necessità del ricongiungimento familiare.
Infine, Cantelmi evidenzia un presunto consenso ormai diffuso tra gli esperti coinvolti: “Ormai non c’è più nessun esperto che metta in dubbio questa necessità”.

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