Stazionarie le condizioni del più grave dei due feriti, operato sabato. Il sindacato lancia l’allarme. Al vaglio manutenzione, qualità del calcestruzzo e responsabilità dei fornitori
FRANCAVILLA AL MARE – Restano gravi le condizioni dell’operaio frentano di 58 anni vittima, assieme ad un collega ferito meno gravemente, dell’incidente avvenuto venerdì nel cantiere Aca di via Sartorio, nella zona Villanesi, dove da giorni erano in corso lavori sulla rete idrica. Durante una fase di getto del calcestruzzo la tubazione collegata alla pompa si è improvvisamente rotta o esplosa e il braccio della pompa ha colpito l’uomo alla testa. Trasportato d’urgenza in ospedale con l’elicottero del 118, il 58enne è stato sottoposto nella notte a un intervento chirurgico e resta tuttora ricoverato in rianimazione.
Un secondo lavoratore, 52 anni, residente a Castelfrentano, ha riportato ferite meno gravi ed è stato medicato sul posto. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i vigili del fuoco, i carabinieri, il personale sanitario del 118 e tecnici dello Spresal per i rilievi sanitari e di sicurezza sul lavoro.
L’area del cantiere è stata posta sotto sequestro per consentire accertamenti tecnici sulla pompa, sul tubo esploso e sulle procedure operative adottate al momento dell’incidente. Le indagini, coordinate dall’autorità giudiziaria, dovranno chiarire la causa del cedimento: al centro degli accertamenti ci sono l’affidabilità della macchina, la manutenzione delle attrezzature, le modalità di fornitura e la qualità del calcestruzzo utilizzato.
La ditta esecutrice dei lavori è la Vallaspra Costruzioni di Lanciano, incaricata da Aca. L’avvocato della società, Alfonso Ucci, ha dichiarato che al momento non emergono responsabilità dell’impresa appaltatrice e che non si sono verificate manovre errate da parte degli operai. Ucci ha aggiunto che sarà verificata la possibile responsabilità del fornitore del calcestruzzo e se la manutenzione della pompa fosse stata eseguita correttamente, precisando che le verifiche comprenderanno documentazione di manutenzione, certificazioni dei materiali e le procedure di sicurezza adottate in cantiere.
La FILCA‑CISL, tramite il responsabile provinciale Lucio Girinelli, ha espresso profonda preoccupazione per l’accaduto e denunciato una situazione che, a suo avviso, rimanda a carenze strutturali nella sicurezza nei cantieri: mancata manutenzione dei mezzi, formazione insufficiente, pratiche irregolari di rilascio di attestati formativi e un uso diffuso di subappalti al massimo ribasso che penalizzano la sicurezza. Il sindacato ha chiesto un maggior impegno degli organismi di controllo — incluso un Ispettorato del Lavoro più operativo e in collegamento costante con le parti sociali e gli RLS territoriali — e ha sollecitato che nei cantieri operino soltanto imprese che investano in formazione e prevenzione.