Le ricerche confermano gli adattamenti semiacquatici del celebre Spinosauro. Il 27 giugno conferenza pubblica alla sala Ipogea
TERAMO – Teramo continua a ritagliarsi uno spazio importante nella ricerca paleontologica internazionale. È stato pubblicato in questi giorni un nuovo studio del team di OPHIS Museo Paleontologico e Centro Erpetologico dedicato agli spinosauridi, il gruppo di dinosauri teropodi a cui apparteneva anche il celebre Spinosauro.
La ricerca, firmata da Andrea Cau, Alessandro Paterna e Mario Falasca del gruppo OPHIS insieme a Neil Gostling del Regno Unito e Mauro Lacerda del Brasile, ha individuato nelle ossa craniche di questi dinosauri strutture riconducibili alle ghiandole del sale sopraorbitali presenti oggi negli uccelli marini e in alcuni rettili.
Si tratta di particolari ghiandole utilizzate per espellere il sale ingerito, tipiche di specie che vivono in ambienti marini o salmastri come albatros, gabbiani e iguane delle Galapagos.
Secondo i ricercatori, questa scoperta rappresenta un ulteriore elemento a sostegno della natura semiacquatica degli spinosauridi e aiuterebbe anche a spiegare alcune caratteristiche molto particolari del loro cranio, come l’allungamento del rostro e la posizione arretrata delle narici vicino alle orbite.
Lo studio prende in esame anche altri dinosauri appartenenti alla stessa famiglia, approfondendo il rapporto tra anatomia ed ecosistema di appartenenza.
La ricerca è stata possibile grazie allo studio diretto dei fossili conservati nella collezione OPHIS di Teramo e al British Museum di Londra, utilizzati anche per realizzare modelli 3D del tetto cranico dello Spinosaurus.
La scoperta sarà presentata pubblicamente sabato 27 giugno alle 17:30 nella sala Ipogea di Teramo, nel corso di una conferenza dedicata durante la quale studiosi e appassionati potranno incontrare gli autori della ricerca e approfondire i dettagli dello studio.