Stellantis rilancia Atessa: nuovi investimenti e un modello in arrivo

22 Maggio 2026
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La Regione Abruzzo chiede garanzie su occupazione e sviluppo industriale nella Val di Sangro

ATESSA – Il piano strategico al 2030 annunciato da Stellantis apre nuove prospettive per lo stabilimento di Atessa, confermandone la centralità e delineando investimenti significativi per il futuro. A sottolinearlo è l’assessore regionale alle Attività produttive, Tiziana Magnacca, che commenta le dichiarazioni del presidente John Elkann durante l’Investor Day 2026 negli Stati Uniti.


“Il sito produttivo di Atessa non solo non è stato messo in discussione, ma è previsto che ospiterà anche un nuovo modello”, evidenzia Magnacca, rimarcando però la necessità di passare dagli annunci ai fatti concreti. La Regione, infatti, continuerà a sollecitare Stellantis affinché vengano realizzati ulteriori interventi strategici, tra cui un centro di ricerca nella Val di Sangro e investimenti legati all’economia circolare nel comparto dei veicoli commerciali.


Il piano industriale da 60 miliardi di euro rappresenta, secondo l’assessore, una possibile svolta dopo un periodo complesso per il gruppo automobilistico. “Le novità illustrate da Elkann e la nuova impostazione impressa dal ceo Antonio Filosa, in discontinuità rispetto alla linea Tavares, consentono di guardare ai prossimi anni con maggiore fiducia”, spiega. Una fiducia che resta però legata alla risposta del mercato e alla capacità del gruppo di consolidare nuove partnership e tecnologie.
Resta ferma, sottolinea Magnacca, la centralità dello stabilimento abruzzese nella produzione europea di veicoli commerciali leggeri.

Tuttavia, la Regione mantiene alta l’attenzione sui possibili rischi per l’occupazione, in un contesto caratterizzato da crescente competizione internazionale, in particolare da parte dei produttori cinesi, dall’aumento dei costi e dalle diverse velocità di transizione verso l’elettrico nei vari mercati.
Tra le priorità indicate dalla Regione Abruzzo vi sono il rafforzamento della competitività territoriale, il miglioramento della logistica, l’innalzamento delle competenze delle maestranze e la riduzione del costo dell’energia. “Sono condizioni fondamentali – conclude Magnacca – per accompagnare i nuovi investimenti e affrontare al meglio le sfide legate all’uscita del nuovo Ducato e all’evoluzione del settore”.

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