Il candidato di centrosinistra rilancia su sicurezza, servizi e sanità: “Giù le mani dall’ospedale”. E attacca: “Chi ha creato 80 milioni di debiti oggi non dice una parola su come uscirne”
CHIETI – Piazza Vico piena, clima da ultimo sprint e un messaggio elettorale forte: un patto con i cittadini, “si fa ciò che si promette”. Il candidato della coalizione progressista e civica Giovanni Legnini chiude la campagna elettorale a Chieti alta elencando gli impegni su sicurezza, manutenzione, verde, servizi sociali, lavoro, commercio, turismo, ambiente e sport.
Il passaggio più forte è sulla sanità: «La difenderemo strenuamente. Giù le mani dall’ospedale. Non permetteremo alcun ridimensionamento dell’ospedale». In prima fila applaudono il sindaco uscente Diego Ferrara, l’ex sindaco Francesco Ricci e la moglie Anna Rita Di Nizio, presenza costante in campagna.
Dopo settimane di toni moderati, Legnini affonda: «La città ha ereditato una situazione finanziaria drammatica. Ottanta milioni di debiti hanno imposto sacrifici enormi. E chi quella situazione l’ha provocata oggi non dice una parola su come uscirne, ma attacca chi ha avviato un risanamento serio». Rivendica i risultati dell’amministrazione uscente: «Il Comune ha un bilancio riequilibrato. Ora dobbiamo consolidare e ridurre progressivamente il peso fiscale su famiglie e imprese».
E risponde anche a chi lo accusa di non aver fatto nulla per la città: «A Chieti sono arrivati oltre cento milioni di euro grazie a interventi che ho seguito direttamente: dal Villaggio Mediterraneo al polo cardiochirurgico, dal recupero degli edifici storici alle caserme dismesse, fino alle infrastrutture e alla ricostruzione. Non rivendico meriti personali, ma risultati concreti».
Prima di lui parlano i rappresentanti delle sue sette liste. Apre la parlamentare M5s Daniela Torto, seguita da Giulia Bascelli (Chieti per Chieti), Rita Di Falco (Chieti Viva) e Julia Pirocco (Avs). L’attacco più forte al centrodestra arriva dal vicesindaco Paolo De Cesare, Polo civico: «Parlano di voglia di futuro», dice citando lo slogan di Cristiano Sicari, «ma quale futuro se i protagonisti del dissesto sono tutti lì. E il “sindaco del fare”? Fare cosa, i debiti lasciati alla città?» dice citando il motto dell’altro candidato di centrodestra Mario Colantonio. Chiudono Chiara Maccione (lista Sindaco Legnini) e Gianmarco Pescara (Pd), che ricorda quando per un anno ha insistito perché Legnini accettasse la candidatura: «All’inizio mi dicevano “tu si matt”, poi è diventato “ma davvero?” E io rispondevo: abbiate fede».