Terra Verde, scontro tra Pd e Perazzetti. Il sindaco: “Sorprende vedere l’indignazione di chi ha dato l’ok per l’apertura dell’impianto”

11 Maggio 2026
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sindaco perazzetti

Dopo i dubbi sollevati dal consigliere Blasioli e dagli esponenti locali, arriva la replica del primo cittadino di Città Sant’Angelo

CITTA’ SANT’ANGELO – Se sabato scorso era stato il Pd, attraverso l’iniziativa del consigliere regionale Antonio Blasioli e degli esponenti locali del partito, tra cui Ugo Di Silvestre, Catia Ciavattella, Franco Galli, Alice Fabbiani e Paolo Pratense ad esprimere dubbi sui 587mila euro stanziati dalla Regione per la bonifica del sito di Terra Verde, sottolineando come “nel sito sono presenti circa 5mila e 600 tonnellate di rifiuti, mentre la procedura avviata il 13 agosto 2025 individua un intervento di bonifica su 1.922 tonnellate. Rimangono quindi fuori circa 3.500 tonnellate”, non si fa attendere la replica del sindaco di Città Sant’Angelo Matteo Perazzetti.

“Apprendiamo con sincera soddisfazione e sorpresa il recente interesse del vicepresidente del consiglio regionale Blasioli per la vicenda Terra Verde. Tuttavia, prima di intestarsi battaglie e distribuire pagelle amministrative, sarebbe opportuno ricostruire l’intera storia di questa struttura e non soltanto il finale che fa più comodo raccontare oggi” dice il primo cittadino.

“Forse il consigliere dimentica che l’unico parere politico favorevole alla nascita dell’impianto arrivò proprio dal circolo del Pd di Città Sant’Angelo, mentre molti sindaci della vallata vestina si opponevano. Fa sorridere leggere adesso certe prese di posizione indignate, considerando che tra gli esponenti che allora firmarono quell’avallo figurano persone che oggi siedono tranquillamente tra i banchi dell’opposizione, come Franco Galli, come si può chiaramente vedere dal documento relativo al Via del 2011. Così come vale la pena ricordare che, dopo l’incendio, la ripresa dell’attività venne autorizzata con la delibera 196/2014, votata favorevolmente anche dai consiglieri Alice Fabbiani e Franco Galli, che sanciva la rinuncia al contenzioso e il ritorno all’autorizzazione dell’impianto. Anche in questo caso, colpisce vedere come chi allora approvava certi atti oggi tenti di raccontarsi come storico oppositore della vicenda”.

Quindi sulla bonifica: “L’escussione della fideiussione è stata resa possibile solo grazie al lavoro del Comune e del Dipartimento della Regione Abruzzo. Quelle risorse serviranno a rimuovere le prime tonnellate di rifiuti presenti nel sito, avviando finalmente una concreta messa in sicurezza dell’area. C’è un dettaglio che forse nel racconto drammatico del consigliere è sfuggito: la procedura si è conclusa, il bene è tornato ad essere assegnato a un soggetto privato e il giudice ha già disposto in capo al nuovo assegnatario l’onere di provvedere alla rimozione della restante parte dei rifiuti. Il Comune vigilerà attentamente affinché tutto venga eseguito nei tempi e nei modi previsti. Intanto, il consigliere Blasioli, nel suo ruolo istituzionale, potrebbe rendersi utile lavorando concretamente all’implementazione della legge regionale che prevede strumenti e fondi per aiutare i comuni nella bonifica dei siti sensibili e contaminati, oppure promuovendo una maggiore sensibilizzazione e prevenzione ambientale”.

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