Nella Sala Figlia di Iorio della Provincia la firma dell’accordo tra l’azienda del servizio idrico e la Comunità Energetica della città. Un appuntamento riconosciuto dalla Commissione Europea all’interno della European Sustainable Energy Week
PESCARA — ACA entra in CER Pescara. Venerdì 26 giugno, nella Sala Figlia di Iorio del Palazzo della Provincia, l’azienda del servizio idrico del bacino pescarese ha firmato un accordo di collaborazione con la Comunità Energetica Rinnovabile della città, mettendo il proprio impianto fotovoltaico al servizio dell’autoconsumo collettivo. La giornata, aperta in mattinata con una visita tecnica all’impianto fotovoltaico ACA di via Maestri del Lavoro d’Italia, è stata riconosciuta dalla Commissione Europea come Sustainable Energy Day all’interno della European Sustainable Energy Week 2026.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali. Per la Provincia di Pescara, in rappresentanza del presidente Giorgio De Luca impossibilitato a partecipare, è intervenuto il dirigente tecnico, ingegner Marco Scorrano, che ha richiamato il ruolo dell’Ente nella costruzione di politiche di area vasta, capaci di accompagnare la transizione energetica attraverso il coordinamento tra Comuni, istituzioni, imprese e cittadini. Scorrano ha annunciato che la Provincia ha avviato le valutazioni tecniche, amministrative ed economiche per una possibile adesione a CER Pescara, valorizzando il proprio patrimonio di edifici e infrastrutture pubbliche. Sono seguiti i saluti di Giuliano Diodati, presidente di Pescara Energia, che ha ripercorso la storia della nascita di CER Pescara, e di Marcello Antonelli, presidente del Consiglio comunale di Pescara, che ai tempi del Piano d’azione per l’energia sostenibile del Comune ricopriva la delega all’energia.
A inquadrare il senso dell’operazione è stato Franco Feliciani, Energy Manager di CER Pescara, che ha ricostruito il percorso partito nel 2019 con il Green Deal europeo e ha spiegato la rivoluzione introdotta dal decreto 414 del 2023: «Prima, produrre energia da un impianto e utilizzarla voleva dire realizzare tutto il sistema tecnologico, cavi, inverter, contatori. Oggi si può consumare energia rinnovabile prodotta da qualcun altro, a distanza. Si produce in un posto e si consuma in un altro». È il meccanismo dell’autoconsumo diffuso, che rende possibile una Comunità Energetica. Feliciani ne ha tradotto il beneficio in un’immagine concreta: un edificio pubblico che consuma 50.000 chilowattora l’anno, abbinato a un impianto da 50 chilowatt, equivale a piantare mille nuovi alberi. Ha poi rivendicato il primato del territorio, ricordando che il Comune di Pescara ha già efficientato 72 degli 82 edifici pubblici, oltre il novanta per cento del proprio patrimonio, e che la CER conta oggi circa quattrocento soci, con l’obiettivo di cinquecento entro l’anno.
Il cuore del racconto è arrivato dalla voce di ACA. La presidente, l’ingegner Giovanna Brandelli, ha legato la scelta della sostenibilità a un momento di difficoltà reale: «Nel 2022, l’anno della crisi energetica, avevamo preventivato in bilancio dodici milioni e ne abbiamo spesi ventidue. Abbiamo davvero temuto di non chiudere la ristrutturazione della società». Da lì, ha spiegato, la decisione di intraprendere la strada dell’efficientamento e dell’autoproduzione. «Crisi, in greco, significa separare, distinguere, ma anche giudicare e capire cosa devi fare», ha detto Brandelli, rivendicando una scelta che ha portato ACA tra le novantaquattro imprese più sostenibili d’Italia per il premio Industria Felix ESG. «Far parte di una comunità energetica significa restituire al territorio le risorse che dal territorio provengono. È una leva di valore, non un ostacolo.»
Il direttore generale Marco Santedicola ha raccontato la dimensione operativa, ricordando che il servizio idrico è fortemente energivoro, con 160 impianti di depurazione e migliaia di chilometri di rete, e che nel 2022 nessun fornitore voleva ACA, in quanto utenza non disalimentabile. Da quella difficoltà, ha spiegato, è nata una ricontrattazione che ha portato in dote anche uno dei due impianti fotovoltaici aziendali. Santedicola ha indicato la rotta: «Da consumatori di energia a piccoli protagonisti del modello energetico, da gestori di infrastrutture a partner dello sviluppo territoriale». Tra i progetti in corso, un impianto fotovoltaico da 2.200 metri quadri al depuratore di Montesilvano, la cogenerazione da biogas a Pescara e la digitalizzazione delle reti con sensoristica per individuare le perdite in tempo reale.
La tavola rotonda, moderata da Marzia Mazzoni, Consigliera di CER Pescara, ha allargato lo sguardo alla ricerca e all’amministrazione. Il professor Sergio Montelpare, Direttore del Dipartimento di Ingegneria e Geologia dell’Università d’Annunzio, ha collegato le Comunità Energetiche alla direttiva europea sugli edifici a emissioni zero, sottolineando il ruolo degli edifici pubblici con consumi diurni: «La CER, mettendo insieme un mix di edifici pubblici e scuole che consumano nelle ore centrali, riesce a dare quella contemporaneità tra produzione e consumo che è necessaria per la valorizzazione». Ha indicato anche il contributo che l’università può portare, dalla misurazione istantanea ai modelli di accumulo e al gemello digitale.
Ester Zazzero, Responsabile dell’Ufficio Transizione Ecologica e Valorizzazione del Fiume e del Mare del Comune di Pescara, ha inserito la CER dentro il disegno più ampio degli ecodistretti autobilanciati e della governance sperimentata con il Contratto di Fiume. E ha chiuso sul tema che le sta più a cuore, la formazione: «Dal 2021 seguiamo ogni anno ventunomila studenti nella rete Eco-School. Il cambiamento possiamo avviarlo noi, ma senza i bambini e i ragazzi non ci sarà, perché saranno loro i cittadini e gli amministratori del futuro». Da settembre, ha annunciato, il progetto “C’Energia”, finanziato dal Comune, entrerà nelle scuole.
La giornata si è chiusa con la firma dell’accordo, apposta per CER Pescara da Marzia Mazzoni, su delega del presidente Gianluca Migliozzi, e dalla presidente ACA Giovanna Brandelli. Non un punto di arrivo, ma l’avvio di un percorso che la Comunità si augura possa allargarsi ad altre realtà pubbliche del territorio.