Forza Italia Chieti: “Abbiamo perso le elezioni, ma siamo primo partito in città. Da qui ripartiamo”

27 Giugno 2026
2 minuti di lettura

Nazario Pagano, Daniele D’Amario e Andrea Buracchio lanciano la riorganizzazione interna e varano il “governo-ombra” dei dipartimenti. Mattia Di Paolo sarà il capogruppo consiliare

CHIETI – “Alla fine il risultato elettorale ci dice che la città è divisa a metà: per pochi voti il centrosinistra ha vinto sul centrodestra”. È l’ex sindaco Andrea Buracchio, coordinatore cittadino di Forza Italia, a tracciare un bilancio delle elezioni comunali che hanno visto vincere il centrosinistra di Giovanni Legnini. Lo fa nella sede forzista alla Trinità alla presenza del responsabile provinciale Daniele D’Amario, di quello regionale Nazario Pagano, dei consiglieri eletti, dei candidati e sostenitori del partito.

Forza Italia, con i suoi 3.524 voti (il 14,23% dei consensi), è il primo partito in città. Ma l’ottima performance elettorale non fornisce alibi. “Abbiamo perso le elezioni”, ripete più volte Buracchio proponendo la sua analisi della sconfitta: “Abbiamo perso prima di tutto perché siamo andati divisi. E anche se al secondo turno ci siamo riuniti, con una cavalcata di oltre 4mila voti in più ottenuti, ormai era troppo tardi”. Buracchio fa il suo “mea culpa”: “Questo è il mio rammarico, non siamo stati capaci di riunire il centrodestra. Ci abbiamo provato ma ci sono stati troppi personalismi, troppe contrapposizioni, troppi dualismi. Storie di cinque anni prima. C’è una classe politica che ha causato questa situazione e io per primo me ne assumo la responsabilità. Ora bisogna ricostruire dalle macerie il centrodestra”.

E a questo punto D’Amario ci mette il carico: “Come partito abbiamo fatto di tutto per riunire il partito, siamo andati più volte a Tollo”, dice tirando in ballo, pur senza nominarlo, l’ex parlamentare Fabrizio Di Stefano.

Pagano, appena uscito rafforzato dal congresso regionale di qualche giorno fa a Pescara, non ha dubbi: secondo lui se il centrodestra fosse andato unito e il candidato sindaco fosse stato presentato un po’ prima, “adesso Cristiano Sicari sarebbe sindaco di Chieti”. E FI anziché avere quattro consiglieri eletti – Mattia Di Paolo, che sarà capogruppo, Maurizio Costa, Renata D’Ettorre e Remo Stampone – avrebbe nove consiglieri comunali.

FI riparte dunque da quei 3,524 voti e avvia una riorganizzazione interna che vede uno stretto raccordo con gli eletti, assicurato dall’ex consigliere Mario De Lio, e il coinvolgimento di candidati e sostenitori che si occuperanno di vari dipartimenti tematici, con a capo la coordinatrice Barbara Gasbarri, anche lei una candidata forzista. “I dipartimenti sono tavoli di lavoro aperti a tutti”, spiega Gasbarri, “un modo per lavorare sui problemi della città, anticipando soluzioni”. Detto con le parole di Pagano “una sorta di governo-ombra”. Un progetto pilota che il presidente della commissione Affari costituzionali alla Camera vorrebbe vedere esportato anche in altre città.

Questi i dipartimenti con i loro rappresentanti: Monia Di Vito alla sanità, Davide Marrone alle aree periferiche, Panfilo Orsini al traffico, mobilità e parcheggi, Donato Marcotullio alla Protezione civile, Laura Melchiorre alla pubblica istruzione e università, Maura Micomonaco alle attività produttive, Franco Saraullo a eventi, spettacolo e turismo, Siro Baldassarre alla sicurezza, Lucio Iannetti alla manutenzione del territorio, Mauro Cirotti ai rapporti sindacali e associazionismo, Melody Di Paolo alla comunicazione, Francesca Di Muzio alle politiche giovanili, Angelo Cellini all’urbanistica e lavori pubblici, Roberto Melideo al bilancio e ai tributi, Andrea Iezzi al sistema idrico e Alessandra Zoppi alle politiche per la famiglia e le donne.

Altro da

Non perdere