I dati ISTAT del 2024 evidenziano una situazione drammatica per la salute pubblica regionale, con migliaia di cittadini abruzzesi che rinunciano alle cure per motivi organizzativi e logoramento del Servizio Sanitario Nazionale
CHIETI – In Abruzzo cresce l’allarme su un fenomeno sanitario sempre più inquietante: nel 2024, il 12,6% dei cittadini ha rinunciato a sottoporsi a cure e visite mediche, una percentuale nettamente superiore alla media nazionale. Tra le cause principali spiccano le liste d’attesa troppo lunghe, citate da quasi il 10% dei rinunciatari, a fronte di una popolazione sempre più anziana e bisognosa di assistenza tempestiva.
A denunciare l’emergenza sanitaria regionale sono Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale UGL Salute, e Stefano Matteucci, Segretario UGL Salute Abruzzo, che evidenziano come questa condizione sia il sintomo di una profonda crisi strutturale del Servizio Sanitario Nazionale, in particolare nelle regioni del centro-sud come l’Abruzzo. La carenza di personale, le difficoltà organizzative e le disuguaglianze territoriali rimangono ostacoli insormontabili che impediscono l’accesso equo alle cure.
L’UGL Salute sottolinea il rischio crescente del ricorso alle prestazioni private e a pagamento, soprattutto per visite specialistiche e diagnostica, che diventa spesso l’unica alternativa per chi non può più attendere i lunghi tempi del sistema pubblico. Nel contempo, si denuncia la riduzione del ruolo e della presenza dei medici di base, fattore che aggrava ulteriormente il quadro.
“Il diritto alla salute è un principio costituzionale fondamentale – concludono Giuliano e Matteucci – e non può essere subordinato a condizioni economiche o alla residenza geografica. È indispensabile un intervento urgente e strutturato delle istituzioni, con una programmazione efficace e un monitoraggio rigoroso, per garantire cure tempestive e accessibili a tutti i cittadini abruzzesi”.