Il capogruppo AVS Lorenzo Rotellini critica duramente la maggioranza comunale: “Parlare di ‘rischio sismico zero’ senza pubblicare gli indici aggiornati è uno slogan, non una garanzia tecnica”. Nel mirino anche il caso della scuola del Torrione e la mancanza di criteri chiari sugli interventi
L’AQUILA – All’Aquila il confronto sulla sicurezza sismica delle scuole torna a farsi serrato. Il capogruppo di AVS, Lorenzo Rotellini, accusa la maggioranza di centrodestra di aver trasformato un tema tecnico e delicato in uno slogan politico, dopo le recenti dichiarazioni di Fratelli d’Italia sulle “scuole a rischio sismico zero”.
«Leggere Fratelli d’Italia parlare di ‘scuole a rischio sismico zero’ lascia francamente sconcertati», afferma Rotellini, ricordando come «gli stessi esponenti politici per mesi hanno minimizzato le preoccupazioni di genitori e cittadini, arrivando perfino a evocare il ‘procurato allarme’ contro chi chiedeva semplicemente trasparenza sui dati della vulnerabilità sismica delle scuole aquilane».
Secondo il capogruppo AVS, la narrazione della maggioranza non reggerebbe alla prova dei fatti: «La verità è che questa amministrazione per anni ha negato il problema. E soltanto dopo le denunce pubbliche, gli accessi agli atti, la pressione dei cittadini e i Consigli Comunali straordinari si è vista costretta ad avviare nuove verifiche, progettazioni e richieste di finanziamento. Altro che ‘visione lungimirante’: siamo davanti a una rincorsa tardiva dopo che il problema è esploso pubblicamente».
Rotellini chiarisce di non contestare gli investimenti, ma il modo in cui vengono comunicati: «Nessuno contesta i finanziamenti. Ogni euro investito sulla sicurezza scolastica è una buona notizia. Ma sulla sicurezza non si può fare propaganda. Parlare di ‘rischio sismico zero’ senza pubblicare gli indici di vulnerabilità aggiornati, scuola per scuola, significa usare uno slogan politico e non fornire una garanzia tecnica verificabile».
Tra i punti più critici, Rotellini cita il caso della scuola primaria del Torrione: «Una delibera comunale del dicembre 2024 afferma nero su bianco che l’edificio presentava indici inferiori alla normativa e chiedeva quasi 1,8 milioni di euro per lavori urgenti. Che fine ha fatto quel progetto? È stato finanziato? Rinviato? Abbandonato? I cittadini hanno diritto di saperlo».
Il capogruppo chiede inoltre chiarezza sui criteri adottati per distinguere tra interventi di adeguamento sismico e semplici miglioramenti: «Perché per alcune scuole si parla di demolizione e ricostruzione, mentre per altre soltanto di miglioramento sismico? Qual è il criterio tecnico adottato? Quali sono le scuole realmente più critiche? Anche su questo continua a mancare totale trasparenza».
Il riferimento al sisma del 2009 è esplicito: «Dopo il terremoto del 2009, gli aquilani meritano amministratori che dicano la verità e rendano pubblici dati, relazioni tecniche e cronoprogrammi. Non bastano conferenze stampa e slogan rassicuranti».
E la conclusione è un atto d’accusa diretto all’amministrazione Biondi: «La sicurezza delle scuole si misura con documenti verificabili e interventi fatti in tempo. E purtroppo l’amministrazione Biondi arriva tardi, soltanto dopo essere stata messa davanti alle proprie responsabilità».