Lorolio 2026, a Loreto Aprutino premiate le eccellenze dell’olio abruzzese

11 Maggio 2026
2 minuti di lettura
Concorso Lorolio 2026 Loreto Aprutino

Dopo 14 anni il concorso torna a premiare le migliori produzioni olearie d’Abruzzo e rilancia il percorso verso l’IGP

LORETO APRUTINO – Torna a splendere a Loreto Aprutino la grande tradizione olearia abruzzese. Dopo quattordici anni di pausa, l’ottava edizione del concorso regionale “Lorolio” ha riportato al centro dell’attenzione qualità, identità territoriale e ambizione internazionale di un comparto che continua a crescere. La cerimonia finale si è svolta domenica 10 maggio nella suggestiva Tenuta Torre Raone, cornice ideale per celebrare un settore che rappresenta una delle eccellenze più riconosciute dell’Abruzzo agroalimentare.

Il ritorno della manifestazione è stato accompagnato da numeri significativi: 84 campioni in gara, presentati da 52 aziende provenienti da tutto il territorio regionale. Gli oli sono stati valutati da una commissione di assaggiatori esperti coordinati dal responsabile tecnico e capo panel Marino Giorgetti, che ha guidato le sessioni di degustazione svoltesi dal 6 all’8 maggio. Il livello qualitativo, confermato dagli stessi tecnici, è risultato particolarmente elevato e ha permesso di assegnare i riconoscimenti nelle quattro categorie previste: Extravergini, DOP, Biologici e Monovarietali.

La cerimonia è stata aperta dal sindaco di Loreto Aprutino, Renato Mariotti, cui sono seguiti gli interventi di Lorenzo Cerretani, vicepresidente dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari d’Abruzzo, che ha illustrato le caratteristiche chimiche e sensoriali dell’olio regionale, e dell’antropologo Ernesto Di Renzo dell’Università di Roma Tor Vergata, che ha approfondito il rapporto tra olio, cultura e oleoturismo in Abruzzo. A fare da madrina alla manifestazione è stata Enca Polidoro, presidente Slow Food Condotta Vestina.

Uno dei temi centrali dell’edizione è stato il percorso verso il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta per l’olio d’Abruzzo, considerato un passaggio decisivo per il futuro del comparto. Lo ha sottolineatoPietro Di Paolo, presidente del Gruppo Promotore Olio IGP d’Abruzzo, affermando: “Il riconoscimento dell’IGP rappresenta un passaggio strategico per tutto il comparto: significa garantire origine, tracciabilità e qualità certificata delle produzioni abruzzesi, ma anche rafforzare la competitività delle aziende sui mercati nazionali e internazionali”. Di Paolo ha ricordato come questo riconoscimento, atteso formalmente prima della prossima campagna olearia, donerà una maggiore identità all’olio d’Abruzzo “tutelando il lavoro dei produttori e offrendo ai consumatori garanzie sul legame prodotto-territorio”.

Particolarmente emozionato anche Marino Giorgetti, ideatore del concorso nel 2006, che ha ribadito: “Lorolio nacque all’epoca per evidenziare le migliori produzioni oleicole regionali e stimolare conoscenza e promozione dell’extravergine. Il ritorno del concorso conferma la straordinaria vitalità del comparto abruzzese e la volontà delle aziende di investire sempre di più nella qualità”.

L’edizione 2026 ha visto trionfare, nella categoria Extravergini, l’Azienda Agricola Marina Palusci con I-Oil, monovarietale Intosso, seguita dall’Azienda Agricola Gennaro Montecchia con “22 Classico” e dal Frantoio Mercurius con “Frantum”.

Per la categoria DOP il primo posto è stato assegnato all’Azienda Agricola Sandro Di Giacomo con il DOP Aprutino Pescarese, davanti a Gennaro Montecchia con “4 DOP Pretuziano Colline Teramane” e a Tommaso Masciantonio con il DOP Colline Teatine.

Nei Biologici ha prevalso ancora Tommaso Masciantonio con “Biologico”, seguito da Marina Palusci con “Oliomania” e da Gennaro Montecchia con “6 Biologico”.

Grande attenzione anche per i Monovarietali, dove il primo posto è stato conquistato dal Frantoio Olearius con “Quinta Fatica”, monovarietale Bella di Cerignola; al secondo posto si è classificata la Comunità di Prodotto e Territorio Toccolana con il monovarietale Toccolana, mentre il terzo gradino del podio è andato all’Azienda Agricola Tommaso Masciantonio con “Crognale”, monovarietale di crognalegno.

Il ritorno di Lorolio ha rappresentato un momento simbolico e concreto per l’intero comparto olivicolo regionale che può contare su una biodiversità unica e su una crescente specializzazione. La manifestazione non è stata soltanto una competizione ma anche un’occasione di confronto, crescita e rilancio per un settore che guarda con fiducia al futuro.

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