Atri, detenuti al lavoro per la cura della città: parte il progetto di reinserimento sociale

7 Settembre 2026
1 minuto di lettura

Tre persone della Casa circondariale di Teramo saranno impegnate per tre mesi nella manutenzione del territorio e del patrimonio comunale. Ferretti: “Non è buonismo, ma responsabilizzazione”

ATRI – Tre detenuti impegnati nella cura del territorio, nella manutenzione del patrimonio comunale e nel supporto ai servizi dell’Ente. Prenderà il via a settembre ad Atri “Ri-comincIO da Atri”, progetto sperimentale nato dalla collaborazione tra il Comune e la Casa circondariale di Teramo per favorire il reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute.

L’iniziativa avrà inizialmente una durata di tre mesi. I partecipanti potranno essere impegnati fino a tre giorni alla settimana, per un massimo di quattro ore giornaliere, ricevendo esclusivamente un rimborso spese.

Sarà la Casa circondariale a selezionare le persone coinvolte, seguirne il percorso e occuparsi del trasporto, mentre il Comune metterà a disposizione coordinamento, formazione, attrezzature e dispositivi di protezione.

Il nome scelto per il progetto mette volutamente in evidenza l’“IO”, richiamando la responsabilità individuale nel percorso di cambiamento, accompagnata però dal sostegno della comunità. L’obiettivo è consentire a chi sta scontando una pena di confrontarsi concretamente con il lavoro, le regole e la cura dei beni comuni.

“Non è buonismo e non è una scorciatoia rispetto alla pena – sottolinea il sindaco Piergiorgio Ferretti – ma un percorso di responsabilizzazione. Crediamo che rieducare significhi anche fare sicurezza: offrire a chi ha sbagliato la possibilità di confrontarsi con le regole, con il lavoro e con la comunità significa costruire le condizioni per evitare che possa tornare a commettere un reato”.

Per l’assessora alle Politiche sociali Alessandra Giuliani, il reinserimento deve tradursi in opportunità concrete capaci di produrre benefici sia per la persona sia per la collettività. Giuliani ha ringraziato la direttrice del carcere di Teramo Lucia Avantaggiato, Stefania Feliciani per il lavoro di raccordo tra le due istituzioni e gli uffici comunali.

“La collaborazione con il territorio rappresenta un elemento fondamentale nei percorsi di reinserimento”, evidenzia Avantaggiato, secondo cui mettere i detenuti nelle condizioni di svolgere attività utili alla comunità significa offrire “un’occasione concreta di responsabilizzazione e di costruzione di nuove prospettive”.

Soddisfazione anche da parte della garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive Monia Scalera, che richiama la necessità di costruire collegamenti tra istituzioni, carcere e comunità.

Per il Comune di Atri il progetto rappresenta un primo esperimento destinato, in caso di risultati positivi, a costruire una collaborazione più strutturata con la realtà penitenziaria, collegando reinserimento, responsabilizzazione e sicurezza sociale.

Altro da

Non perdere