Il sindaco Angelo Di Nardo replica alle richieste di revoca avanzate da Anpi e centrosinistra: «Tutti hanno diritto di parlare». La Fondazione Brigata Maiella: «Iniziativa negazionista e revisionista di stampo neofascista»
ORTONA – Fa discutere a Ortona l’evento “Da Fiume al dissenso – Tre giornate oltre gli schemi”, in programma alla fine di settembre e organizzato dall’associazione di ultradestra “La Cittadella”. Al centro delle polemiche c’è la concessione di una sala comunale per lo svolgimento dei convegni, contestata dall’Anpi, dal centrosinistra in Consiglio comunale e dalla Fondazione Brigata Maiella.
Il sindaco Angelo Di Nardo, esponente di Fratelli d’Italia, respinge la richiesta di revocare l’affitto dello spazio pubblico. «È solo un convegno prenotato liberamente e che non posso vietare sulla base di sensazioni e stati d’animo. A Ortona tutti hanno il diritto di parlare», afferma il primo cittadino in un’intervista pubblicata oggi dal quotidiano Il Centro.
Di Nardo sostiene che la concessione della sala avvenga attraverso una procedura regolata, con prenotazione e pagamento di un bollettino, proprio per evitare – spiega – che l’amministrazione possa esercitare una «discrezionalità ideologica» nella scelta degli eventi ospitati. «Non devo prendere le distanze da nulla – aggiunge –. Se ci sono problemi, tocca al prefetto e al questore intervenire».
Secondo il sindaco, le contestazioni sarebbero «fuori luogo» e il programma dell’iniziativa presenterebbe elementi «trasversali», con aspetti discutibili «da una parte e dall’altra». Di Nardo precisa inoltre di non conoscere nel dettaglio le teorie degli ospiti annunciati, ma evidenzia che non sarebbe possibile attualizzare il pensiero di «un amico di Hitler». «Se si parla di teoria della razza, di campi di concentramento, sarò il primo a censurare il fatto che se ne parli nella nostra città», dichiara.
Di segno opposto la posizione di Gianni Melilla, presidente della Fondazione Brigata Maiella, che chiede il divieto dei convegni e definisce l’iniziativa «negazionista e revisionista di stampo neofascista». Melilla richiama il valore storico e simbolico di Ortona, Medaglia d’oro al valor civile per le vittime, le distruzioni e le sofferenze subite nel 1943 durante la guerra.
Sulla vicenda resta dunque aperto il confronto politico e civile, tra chi invoca la revoca della concessione della sala comunale e chi, come il sindaco, richiama il principio della libertà di espressione e demanda alle autorità competenti l’eventuale valutazione di profili di ordine pubblico o violazioni di legge.