Il rettore Stuppia: «Un prestigioso riconoscimento che ci permette di contribuire concretamente alla crescita della cultura della sicurezza digitale»
CHIETI – L’università D’Annunzio entra nel Centro nazionale di coordinamento italiano per la cybersicurezza, istituito nell’ambito dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. L’ammissione viene considerata dall’ateneo di Chieti-Pescara «l’attestazione del percorso intrapreso nel campo della cybersicurezza, dell’innovazione tecnologica, della ricerca, della formazione avanzata e dello sviluppo delle competenze digitali, collocandolo all’interno di un ecosistema strategico nazionale ed europeo nel quale università, ricerca, istituzioni e sistema produttivo sono chiamati a cooperare per accrescere la sicurezza e la sovranità tecnologica del Paese».
La D’Annunzio si colloca così tra gli atenei di riferimento nel settore cyber. La cybersicurezza non è soltanto una dimensione tecnica della trasformazione digitale ma una componente essenziale della sicurezza nazionale, della competitività economica, della protezione delle infrastrutture e dei servizi essenziali, della tutela del patrimonio informativo e tecnologico e dell’autonomia strategica nazionale ed europea.
In questo campo l’università svolge una funzione decisiva: formare le nuove generazioni di specialisti, sviluppare ricerca avanzata, favorire il trasferimento tecnologico e costruire una relazione sempre più stretta tra istituzioni, imprese e comunità scientifica. Per la D’Annunzio inoltre l’ingresso in questo sistema significa rafforzare ulteriormente le proprie relazioni con un ecosistema di altissimo profilo e contribuire alla costruzione delle capacità cyber del Paese.
«L’ingresso nel Centro nazionale», dichiara il rettore Liborio Suppia, «deve essere considerato non soltanto come un prestigioso riconoscimento, ma soprattutto come l’inizio di una nuova fase per l’università D’Annunzio, poiché consente di rafforzare ulteriormente il proprio impegno nella costruzione di un modello universitario capace di accompagnare le grandi trasformazioni tecnologiche del Paese e di contribuire concretamente alla crescita della cultura della sicurezza digitale».
«In un momento storico», aggiunge il direttore generale Paolo Esposito, «nel quale cybersicurezza, intelligenza artificiale e autonomia tecnologica sono diventate componenti decisive della competitività e della sicurezza degli Stati, la presenza della D’Annunzio in una “community” così selettiva costituisce un risultato di straordinario valore strategico e istituzionale».