Il consigliere ha presentato un’interrogazione al sindaco sulle criticità del rifugio da realizzare a Colle Cese di Spoltore: occhi puntati su vizi della procedura da sanare e una struttura che sarebbe inadeguata
PESCARA – Un’interrogazione al sindaco Carlo Masci su tutte le criticità che presenta il progetto del canile da realizzare a Colle Cese di Spoltore. La presenta Marco Presutti, consigliere comunale del Pd, «non per impedire che Pescara abbia un canile, ma affinché sia una struttura all’altezza di una città civile e retta da atti amministrativi inattaccabili».
«Pescara aspetta un canile da anni», ricorda Presutti, «dopo la chiusura della vecchia struttura di via Raiale e centinaia di migliaia di euro spesi per mantenere i nostri cani nei rifugi fuori regione, la città ha diritto a un’opera moderna, sicura e accogliente». Cosa che non verrebbe realizzata con «un progetto vecchio di trent’anni tra discarica e autostrada: invece di un moderno parco-canile verde per favorire recupero e adozioni, si punta su colate di cemento e box prefabbricati, tra l’ex discarica di Colle Cese e l’autostrada, senza alcuna barriera fonoassorbente, ignorando totalmente le associazioni animaliste, escluse dal confronto in fase di progettazione».
Altro problema, secondo Presutti, sono «i consigli comunali scavalcati: A Pescara l’accordo che impegna ventimila euro all’anno di ristoro e personale per il futuro non è mai passato dall’aula consiliare; a Spoltore l’opera in zona agricola richiedeva una variante urbanistica ratificata dal consiglio comunale entro 30 giorni, mai avvenuta».
Ci sono poi questioni tecniche che il consigliere dem sintetizza come «il pasticcio della gara di Ferragosto: bando pubblicato di fretta prima del perfezionamento degli atti, determine corrette alla vigilia di Ferragosto richiamando bilanci scaduti del 2025 e clausole territoriali già censurate dall’Anac che rischiano di attirare ricorsi immediati».
Per questo Presutti chiede al Comune di «fare un passo indietro, rivedendo anche un progetto che sarebbe tutto tranne che un rifugio moderno che tutela il benessere animale. Pescara non può permettersi che la fretta amministrativa regali alla città l’ennesima incompiuta bloccata nei tribunali o un canile concepito come un mero deposito di animali. Non vogliamo fermare l’opera: pretendiamo che si faccia subito, ma che sia una struttura modello, salubre per i cani e per gli operatori, retta da atti amministrativi inattaccabili».
«Le offerte scadono il 17 settembre: da quel momento in poi ogni correzione costerà di più, in tempo e in denaro pubblico. La finestra per intervenire in autotutela è ora», conclude Presutti, «il sindaco risponda con chiarezza all’interrogazione e intervenga immediatamente per sanare i vizi della procedura prima di procedere all’aggiudicazione dei lavori».