Tra assenze e un mercato ancora aperto, il mister chiede testa libera e umiltà: “Niente proclami, serve una scintilla”
PESCARA – Il Pescara si appresta a battezzare il suo nuovo cammino in Serie C ospitando domani sera alle 21:00 la Vis Pesaro sul prato dello Stadio Adriatico “Giovanni Cornacchia”. Si tratta di una prima di campionato che porta con sé più di un interrogativo, dopo il passo falso rimediato in Coppa Italia contro la Sambenedettese. Per gli abruzzesi, reduci dall’amara retrocessione dalla B, il secondo test consecutivo contro una formazione marchigiana diventa già un banco di prova.
A tracciare la rotta alla vigilia è stato il tecnico Antonio Buscè, che ha puntato tutto sull’aspetto psicologico e sul senso di responsabilità nei confronti della piazza: «Ai ragazzi ho detto di essere liberi di testa e togliersi l’ossessione. Se facciamo questo domani vedremo qualcosa di meglio rispetto al primo tempo contro la Samb. Come ho detto all’inizio, bisognerà avere rispetto per la piazza di Pescara. Sul campionato non faccio proclami, la medicina è il campo. Tutti vogliono vincere. Bisognerà fare un lavoro importante e creare un entusiasmo che ancora non vedo. A volte basta una scintilla sapendo che ci saranno momenti difficili. Bisognerà fare un campionato all’altezza della piazza di Pescara. Abbiamo questa responsabilità, senza mettere manifesti. Con umiltà cerchiamo di fare un lavoro importante, noi staff, giocatori, club e tifosi. Tutti devono fare la propria parte».
La preparazione all’esordio resta comunque condizionata da una rosa che appare ancora un cantiere aperto. Nonostante le oltre quindici operazioni tra entrate e uscite già messe a segno dalla dirigenza, il tecnico si trova infatti a gestire un gruppo incompleto. Peseranno senz’altro le assenze forzate di Eletu, Altare ed Erradi, mentre figurano tra i convocati Ferraris, pur non al meglio della condizione, e l’ultimo innesto D’Ausilio.