Messi in sicurezza i centri abitati, la tecnologia guida Canadair ed elicotteri per i lanci di precisione. Il presidente Marsilio in visita a Roccacasale
L’AQUILA – Dopo due settimane di massima allerta, il fronte dell’incendio sul Monte Morrone, il più critico dell’emergenza roghi in Abruzzo, continua a ridursi in maniera significativa. Centri abitati, allevamenti e rifugi sono stati ormai messi in sicurezza, permettendo ai soccorsi di concentrare gli sforzi sulla fase finale di spegnimento e bonifica.
A fare la differenza nel contrasto alle fiamme è stato l’impiego combinato dei mezzi di terra e della tecnologia avanzata. Oltre ai potenti veicoli dell’Esercito, utilizzati per tracciare le fondamentali linee tagliafuoco, una vera e propria svolta è arrivata dai droni.
I droni operano con turni continuativi di 18 ore al fianco della Protezione Civile regionale, facilitando enormemente il lavoro delle squadre di terra composte da Vigili del Fuoco, volontari ed Esercito, a loro volta affiancate dall’alto da quattro Canadair e due elicotteri.
Il rogo interessa ancora, ma senza più creare situazioni di pericolo, i territori di Roccacasale e Corfinio, nell’aquilano, e Popoli Terme, in provincia di Pescara. Proprio sul versante di Popoli le operazioni sono ormai passate alla fase di pulizia e bonifica, mentre restano sotto controllo gli altri focolai regionali nei comuni di Bisegna e Rocca di Cambio. In mattinata il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, si è recato in visita privata a Roccacasale insieme alla moglie per accertarsi di persona dell’andamento dei lavori e della situazione sul terreno.