I Liberi Progressisti chiedono l’accesso agli atti per verificare se sia stata applicata la riduzione minima del 60% prevista dalla legge
ROSETO DEGLI ABRUZZI – La Tari pagata negli ultimi cinque anni da chi vive o lavora nelle zone più difficili da raggiungere potrebbe essere ricalcolata. È questo il punto su cui vuole fare chiarezza il gruppo Liberi Progressisti di Roseto, che ha presentato una richiesta di accesso agli atti per verificare come siano state applicate le riduzioni previste per le utenze che non possono usufruire regolarmente del servizio di raccolta porta a porta.
A muoversi è la capogruppo Rosaria Ciancaione, che non esclude la possibilità che, una volta conclusi gli accertamenti, possano arrivare richieste di rimborso da parte dei cittadini. «Abbiamo fatto partire una richiesta di accesso agli atti – spiega Ciancaione – per verificare, anche in funzione di eventuali richieste di rimborso, se sia stata applicata correttamente la riduzione prevista».
Secondo Liberi Progressisti, per le abitazioni e le attività produttive che si trovano in aree difficili da raggiungere e che non possono usufruire del servizio porta a porta la Tari dovrebbe essere ridotta almeno del 60%. Il problema, quindi, è capire se negli anni scorsi tutti coloro che ne avevano diritto abbiano effettivamente pagato una tariffa ridotta.
La questione era stata portata anche nell’ultimo consiglio comunale. Il gruppo guidato da Ciancaione, aveva presentato un emendamento al regolamento Tari con l’obiettivo di rendere più netta la riduzione per le utenze che si trovano nelle zone più difficili da servire. La proposta, però, è stata respinta dalla maggioranza Nugnes.
Una scelta contestata anche da Marco Tritella (M5S), Mario Mazzoni e Donatela Di Cesare (Avs), Marco Palermo (Prc), Marco Sacchetti e Paola Aloisi (Gruppi Civici Progressisti). I consiglieri sostengono che la maggioranza abbia respinto l’emendamento «nonostante le osservazioni del collegio dei revisori e della dirigente». Nello stesso consiglio era stata presentata anche una proposta per sostenere le edicole, alle prese con le difficoltà del settore.
Ora la richiesta di accesso agli atti punta a ricostruire quanto è stato effettivamente applicato negli ultimi anni. Se dovesse emergere che alcuni cittadini hanno pagato più del dovuto, secondo Ciancaione potrebbero partire le richieste per ottenere la restituzione delle somme.
«Un’eventuale mancata applicazione della riduzione minima del 60% della tariffa Tari – afferma la capogruppo – darà il via alle richieste di rimborso da parte di cittadini che hanno pagato una Tari superiore a quella effettivamente dovuta negli ultimi cinque anni».