L’esponente del Movimento 5 Stelle replica a brutto muso al primo cittadino di Pescara: «Ci attacca per una fake news già smentita, è un teatrino per dare all’opposizione la colpa di leggi fatte dalle destra»
PESCARA – Le accuse di Masci sull’urbanistica? Delirio di un sindaco disperato o giù di lì. Erika Alessandrini, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, non ci va leggera nel rispondere al primo cittadino di Pescara. Che, dal canto suo, non era stato certo tenero con lei e il suo partito. Al centro dello scontro, sempre la norma approvata in Regione e bocciata dal Governo attribuita alla consigliera dei 5 Stelle, spunto per un pesante attacco di Carlo Masci non solo nel merito, ma soprattutto politico in generale.
«Il sindaco, pur di attaccare il M5S si incaponisce su una fake news divulgata sui social, già smentita dalla sottoscritta», spiega Alessandrini, «tutto questo teatrino, messo su da chi cerca 15 minuti di visibilità o da chi, come il sindaco, vuole attaccare l’opposizione per buttarla in caciara e levare l’attenzione dall’ennesima bocciatura del governo a una legge della destra, è squalificante e a tratti patetica».
La consigliera ribadisce che la norma contestata, tra l’altro anche da Masci, è stata votata dal centrodestra, e che quindi il sindaco deve cercare lì le responsabilità politiche. «Siamo davanti alla peggiore mistificazione che rappresenta pienamente il modo di fare politica di questi signori», attacca Alessandrini, che bolla le parole di Masci come «affermazioni ridicole» e «comunicato delirante» di «un sindaco disperato che prova a dare la colpa all’opposizione» e «che di urbanistica non capisce niente».
«Appare evidente», continua Alessandrini, «che il sindaco ignora l’ordinamento delle leggi urbanistiche in cui a cascata, da quella nazionale (dpr 380/2001), derivano competenze regionali cui i Comuni devono adeguarsi. Non per volere della sottoscritta. Le destinazioni compatibili elencate nella legge regionale 58/2023, scritta e voluta dalla destra, e corretta ad ogni consiglio regionale, ha definito le destinazioni per le quali i Comuni sono tenuti a usare la procedura ordinaria e quindi a non andare in consiglio comunale. Il sindaco di Pescara invece di inveire contro di me, avrebbe dovuto urlare lo scorso anno quando la destra ha tolto il rinvio dell’applicazione dell’articolo 13 al 2028, esautorando i Comuni».
«Di leggi fatte e volute dalla destra, sia a livello nazionale che regionale, che la sua parte politica chiama “semplificazione”, può chiedere conto a Salvini e Marsilio. Magari quando avranno finito di litigare sui pass della Notte dei serpenti. Se ha problemi di credibilità pubblica sul suo operato o su quello della destra conclude, eviti di tirare in ballo me e il M5S che», conclude Alessandrini, «al contrario di chi è al governo nazionale, regionale e comunale, ha sempre avuto rispetto dell’ambiente e delle regole».