Aura, il Tribunale autorizza la cessione a Stemin: «Passaggio decisivo per il futuro dello stabilimento e dei lavoratori»

4 Agosto 2026
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Biondi

Via libera al trasferimento del ramo d’azienda senza passività pregresse. Biondi: «Privilegiata la strada del rilancio industriale». Il Comune: «Ora una fase nuova per lavoro e territorio»

L’AQUILA – Il Tribunale dell’Aquila ha dato il via libera alla cessione del ramo d’azienda di Aura alla società Stemin, ritenendo l’operazione la soluzione più idonea per garantire continuità produttiva, tutela dei livelli occupazionali e miglior soddisfacimento dei creditori. Una decisione che, nelle parole del sindaco Pierluigi Biondi, rappresenta «un passaggio decisivo per il futuro dello stabilimento aquilano e dei suoi lavoratori».

Secondo il provvedimento, la cessione è stata giudicata la migliore alternativa alla liquidazione dell’azienda. «Si tratta di una decisione particolarmente significativa perché il Tribunale, al termine di un’approfondita istruttoria, ha riconosciuto che questa operazione rappresenta la migliore alternativa possibile rispetto all’ipotesi della liquidazione dell’azienda», afferma Biondi. «In altre parole, è stata privilegiata la strada del rilancio industriale rispetto a quella della chiusura definitiva, con tutto ciò che avrebbe comportato per lavoratori, famiglie e territorio».

Il sindaco sottolinea anche il ruolo svolto dal consigliere delegato alle Politiche del lavoro Fabio Frullo, che ha seguito costantemente la vertenza, partecipando ai tavoli istituzionali e mantenendo un dialogo continuo con lavoratori, sindacati e tutti i soggetti coinvolti.

Il Tribunale ha inoltre autorizzato una deroga prevista dalla legge che consente il trasferimento dell’azienda senza che il nuovo soggetto debba farsi carico delle passività della precedente gestione, fatta salva la tutela dei lavoratori. «Può sembrare un passaggio tecnico, ma è in realtà uno degli elementi che hanno reso possibile questa operazione», spiega Biondi. «Consentire a un investitore industriale di subentrare senza essere gravato dalle passività pregresse significa creare le condizioni affinché un’impresa possa investire, riattivare la produzione e costruire nuove prospettive di sviluppo».

La decisione conferma la linea sostenuta dall’amministrazione comunale fin dall’inizio: individuare una soluzione industriale capace di salvaguardare il sito produttivo e l’occupazione. «Oggi non è una valutazione politica, ma la conclusione cui giunge il Tribunale dopo un’approfondita istruttoria: la cessione rappresenta l’unica soluzione concretamente percorribile per evitare la dispersione del patrimonio aziendale e garantire la prosecuzione dell’attività produttiva», osserva il sindaco. «È una valutazione che rafforza la fiducia nel percorso intrapreso e nelle prospettive di rilancio dello stabilimento».

Secondo Biondi, l’ordinanza costituisce ora il presupposto giuridico necessario affinché il progetto industriale possa svilupparsi. «Da oggi si apre una fase nuova nella quale tutti i soggetti coinvolti sono chiamati a trasformare questa opportunità in risultati concreti per il lavoro, l’impresa e il territorio».

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