Divieto tassativo di usare l’acqua potabile per orti, giardini e auto fino al 30 settembre. Multe fino a 250 euro per i trasgressori e rischio di denunce nei casi più gravi
SULMONA – Di fronte al riacutizzarsi della crisi idrica e al reiterarsi di comportamenti poco virtuosi da parte della cittadinanza, il Comune di Sulmona ha deciso di correre ai ripari. Il sindaco Luca Tirabassi ha infatti firmato un’ordinanza contingibile e urgente per fermare gli sprechi e garantire il soddisfacimento dei bisogni primari della comunità. Il provvedimento accoglie l’allarme lanciato lo scorso 27 giugno dalla Saca, la società di gestione del servizio idrico, che aveva invitato enti e privati cittadini ad un consumo responsabile della risorsa, chiedendo alle amministrazioni locali misure concrete per fronteggiare la carenza d’acqua e permetterne una redistribuzione equa e razionale su tutto il territorio.
Nel dettaglio, il testo della misura stabilisce che l’acqua potabile debba essere impiegata esclusivamente per usi domestici, igienici e zootecnici. Di conseguenza, diventa severamente proibito utilizzare la rete idrica pubblica per irrigare orti, giardini e aree verdi, così come per lavare strade, marciapiedi, cortili, spazi privati, autovetture, motocicli e caravan, o per qualsiasi altro impiego difforme da quello previsto dalle concessioni standard.
La nuova disciplina resterà in vigore fino al prossimo 30 settembre e prevederà controlli stringenti: per i trasgressori sono previste sanzioni amministrative pecuniarie che vanno da 25 a 250 euro. L’amministrazione comunale precisa inoltre che, nei casi di maggiore gravità o in presenza di recidiva, si procederà con la segnalazione diretta all’autorità giudiziaria.