La tappa abruzzese del progetto riunisce amministratori, imprenditori e giovani professionisti. Ferrini: “Non siamo isole, ma arcipelaghi”. Quaglieri e Biondi: investire sul capitale umano per trattenere competenze e sviluppo nelle aree interne
PRATOLA PELIGNA – La terza tappa nazionale di Officina delle Idee, il progetto di confronto su leadership, competenze e futuro dei territori, ha portato mercoledì sera nel cuore della Valle Peligna amministratori regionali, imprenditori, giovani professionisti e rappresentanti delle istituzioni. Al centro del dibattito un tema cruciale per l’Abruzzo: come trattenere talenti, opportunità e sviluppo nelle aree interne, evitando che competenze e energie si disperdano altrove.
L’iniziativa è promossa da Officina delle Idee, l’associazione nata dall’intuizione di Massimiliano Ferrini, responsabile della segreteria del viceministro agli Affari Esteri Edmondo Cirielli, insieme a un gruppo di giovani. La formula punta a portare in ogni regione manager, imprese e professionisti di alto profilo e affiancarli a under 40 selezionati, con l’obiettivo dichiarato di formare una nuova classe dirigente nei territori dove, secondo gli organizzatori, oggi si avverte una carenza. Un progetto volutamente apartitico: alla tappa romana hanno partecipato esponenti di centrodestra e centrosinistra, accanto a figure come l’amministratore delegato di Mercitalia e il presidente di Snam.
Aprendo i lavori, Ferrini ha ricordato che «non dobbiamo guardarci come isole ma come arcipelaghi, perché le relazioni creano opportunità». Da qui la scelta di riportare l’iniziativa “a casa”, nella provincia, lontano dalle grandi aree metropolitane, per valorizzare i territori che più hanno bisogno di reti, visione e competenze.
Ai saluti istituzionali, l’assessore regionale al Bilancio e alle Aree interne Mario Quaglieri ha espresso soddisfazione per l’arrivo del progetto in Abruzzo. Medico chirurgo, ha richiamato la propria esperienza professionale per spiegare come la crescita nasca dal rapporto tra chi ha esperienza e chi porta entusiasmo: «il più giovane impara il mestiere, il più esperto ne ricava nuova energia». Un modello che, secondo l’assessore, dovrebbe guidare anche la costruzione della futura classe dirigente regionale.
Il sindaco dell’Aquila e presidente ANCI Abruzzo Pierluigi Biondi ha portato un dato in controtendenza: oggi, nelle aree interne, quattro giovani su cinque vorrebbero restare dove sono nati, al contrario della generazione degli anni Ottanta. Biondi ha ricordato che l’Abruzzo è tra le regioni con la più bassa dispersione scolastica e con un numero di laureati sopra la media nazionale, sottolineando che la priorità è investire sul capitale umano: nelle imprese, nella formazione e nella politica. Diventato sindaco a ventinove anni, ha invitato i giovani a essere «forti, liberi, consapevoli e ambiziosi senza perdere i propri valori», ricordando che «conservare non significa restare fermi ma saper interpretare il cambiamento».