Fondo di Solidarietà Comunale, erogazioni in ritardo. Paglia (ALI Abruzzo): «Sanare subito, i Comuni non sono il bancomat del governo»

17 Luglio 2026
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Alessandro Paglia, ALI Abruzzo

Il presidente di ALI Abruzzo denuncia nuovi rallentamenti nei trasferimenti dal Fondo di Solidarietà Comunale: «Ritardi come lo scorso anno, enti costretti ad anticipare risorse proprie. A rischio i servizi essenziali, soprattutto nei comuni più fragili»

PESCARA – I trasferimenti dal Fondo di Solidarietà Comunale arrivano in ritardo, di nuovo. A lanciare l’allarme è Alessandro Paglia, presidente di ALI Abruzzo, che parla senza giri di parole: «Come purtroppo accaduto in modo analogo lo scorso anno, torniamo a denunciare ritardi nei trasferimenti dal Fondo di Solidarietà Comunale, causati da problemi di liquidità del Ministero dell’Interno».

Il mese scorso il governo ha firmato il decreto per sbloccare la prima rata, pari al 66% del totale, originariamente prevista per maggio. Ma i comuni, denuncia Paglia, attendono ancora il completamento delle erogazioni. Nel frattempo, gli enti locali sono costretti a utilizzare risorse proprie o a ricorrere ad anticipazioni di tesoreria per garantire i servizi ai cittadini.

«Questi rallentamenti stanno costringendo molti enti locali a utilizzare disponibilità proprie o a ricorrere ad anticipazioni di tesoreria per garantire i servizi ai cittadini. Sommando questa situazione alle anticipazioni che i comuni hanno dovuto sostenere per chiudere i progetti PNRR si generano forti tensioni di cassa», spiega Paglia.

Il presidente di ALI Abruzzo punta il dito contro una dinamica che si ripete: «Non si possono scaricare sempre i problemi sui comuni, che sembrano essere di fatto diventati il bancomat del governo, che sollecitiamo a trasferire al più presto quanto dovuto. Si tratta di somme a cui gli enti hanno diritto e che sono indispensabili per erogare servizi sociali».

A soffrire maggiormente sono i comuni con minore capacità fiscale, spesso quelli delle aree interne e montane, dove ogni ritardo si traduce in un impatto diretto sulla tenuta dei servizi essenziali. «Quando mancano – sottolinea Paglia – soffrono maggiormente i comuni che hanno minore capacità fiscale, spesso i centri di montagna e delle aree interne. È un’inefficienza da sanare quanto prima».

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