Melozzi porta La Notte dei Serpenti al Mazzini: concerto tra i pazienti

17 Luglio 2026
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Il maestro, insieme a Roppoppò e a 20 coriste, ha attraversato i reparti dell’ospedale di Teramo regalando ai degenti, ai familiari e agli operatori sanitari un momento di musica e condivisione

TERAMO – Dalla scalinata principale fino ai reparti di Pediatria, Oncologia e Medicina interna. “La Notte dei Serpenti” ha fatto tappa questa mattina all’ospedale Mazzini di Teramo, dove Enrico Melozzi, insieme al cantastorie abruzzese Roppoppò e a 20 coriste e musiciste dell’edizione 2026 della manifestazione, ha portato la musica popolare abruzzese tra i pazienti, i loro familiari e gli operatori sanitari.

Il concerto itinerante è partito dall’ingresso principale del presidio e ha attraversato alcuni dei reparti più delicati dell’ospedale, proponendo brani della tradizione abruzzese e canzoni di Ivan Graziani. Presente anche il prefetto di Teramo, Fabrizio Stelo.

L’iniziativa, voluta dallo stesso Melozzi, ha portato nei luoghi della cura lo spirito de La Notte dei Serpenti, la manifestazione dedicata alla valorizzazione della musica popolare abruzzese riletta in chiave contemporanea. Le esibizioni hanno regalato momenti di serenità ai degenti, ai loro familiari e al personale sanitario, tra applausi, sorrisi e partecipazione.

L’appuntamento rientra nel percorso avviato dalla Asl di Teramo per umanizzare sempre più l’assistenza, nella convinzione che anche la musica possa rappresentare uno strumento di conforto e vicinanza.

«Oggi il nostro ospedale vive un momento davvero speciale. Di solito sono le persone a raggiungere i luoghi della musica. Questa volta accade il contrario: è la musica che entra nei luoghi della cura», ha dichiarato il direttore generale della Asl, Maurizio Di Giosia, ringraziando Melozzi per aver scelto di condividere con l’ospedale le emozioni de La Notte dei Serpenti.

«Portare questa musica nei luoghi della cura significa condividere un momento di vicinanza e speranza – ha sottolineato Melozzi. – Se anche solo per qualche minuto siamo riusciti a regalare un sorriso o un’emozione, allora abbiamo dato alla musica il suo significato più autentico».


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