Mezzi lanciati ben oltre i 10 km orari tra pedoni e bambini: senza controlli, la nuova pista rischia di diventare un pericolo
FRACAVILLA AL MARE – Doveva essere un simbolo di mobilità sostenibile e riqualificazione urbana, ma rischia di trasformarsi in un percorso a ostacoli per pedoni e famiglie. A pochi giorni dall’inaugurazione del primo tratto della nuova ciclovia cittadina, avvenuta il 21 giugno in occasione del solstizio d’estate, si moltiplicano le segnalazioni su comportamenti pericolosi lungo il tracciato, in particolare legati all’uso delle fat bike.
Il segmento centrale, che collega il Lungomare Colombo alla Rotonda Michetti, rappresenta uno dei punti chiave dell’intero progetto Bike to Coast, finanziato con fondi Pnrr, ed è quello di recente inaugurato.
Un’opera attesa da anni e che si inserisce in un disegno più ampio: per il tratto sud, nell’area del Foro, l’avvio del cantiere è previsto dopo l’estate.
Tuttavia, accanto agli aspetti positivi, emerge con forza il problema della convivenza tra utenti.
Il limite di velocità fissato a 10 chilometri orari appare sistematicamente disatteso, soprattutto da chi utilizza fat bike e biciclette elettriche, e questo accade anche nella ciclopedonale nord, aperta ormai dieci anni fa. Mezzi spesso condotti a velocità ben superiori, senza assicurazione né casco per il conducente che spesso è un minore, che sfrecciano tra pedoni, bambini e anziani, creando situazioni di rischio quotidiane.
La ciclovia, infatti, non è solo una pista per ciclisti esperti, ma uno spazio condiviso, frequentato da famiglie, turisti e cittadini che la percorrono anche a piedi. In questo contesto, l’assenza di controlli e di una reale attività di vigilanza rende di fatto inefficace qualsiasi limite imposto.
Il risultato è una percezione diffusa di insicurezza, soprattutto nelle ore di maggiore affluenza. Bambini che giocano o camminano lungo il percorso si trovano esposti al passaggio improvviso di mezzi veloci e silenziosi, difficili da percepire in anticipo. Il tema, già sollevato da diversi cittadini, apre una riflessione più ampia sulla gestione delle nuove infrastrutture ciclabili: dopo la realizzazione delle opere occorre garantire regole chiare, controlli costanti e cultura del rispetto degli spazi condivisi.