Il generale Gianluca Feroce celebra a Chieti il 212° anniversario dell’Arma dei Carabinieri: “Fedeltà e coraggio, la nostra bussola etica”

5 Giugno 2026
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Alla cerimonia nella Caserma “Rebeggiani” anche il presidente della Regione Marco Marsilio, che ha sottolineato il ruolo dell’Arma come presidio di sicurezza e coesione sociale: “I Carabinieri sono il volto più autentico dello Stato sul territorio”

CHIETI – “Militarità, competenza, coraggio e umiltà: sono questi i valori intramontabili che guidano l’Arma dei Carabinieri, la nostra bussola etica”. Con queste parole il comandante della Legione Abruzzo e Molise, Gen. Gianluca Feroce, ha aperto la cerimonia per il 212° anniversario della fondazione dell’Arma, celebrata questa mattina nella Caserma “Tenente M.O.V.M. Enrico Rebeggiani” di Chieti Scalo, alla presenza delle massime autorità civili, militari e religiose del territorio.

Accanto al generale, il presidente della Regione Marco Marsilio, che ha voluto rendere omaggio al lavoro quotidiano dei Carabinieri: «I Carabinieri sono il volto più credibile dello Stato sul territorio, un presidio di sicurezza, legalità e coesione sociale. La loro presenza costante rappresenta un punto di riferimento per le comunità abruzzesi».

Nel suo articolato indirizzo di saluto, il generale Feroce ha ricordato i caduti dell’Arma, tra cui il Maresciallo Capo Marino Di Resta e l’Appuntato Scelto Giangabriele Menichini, e ha richiamato le pagine più eroiche della storia dei Carabinieri: «Il sacrificio degli oltre 300 uomini del 1° Battaglione Carabinieri Reali paracadutisti a Eluet El Asel e la strenua difesa di Culqualber sono testimonianze indelebili della nostra secolare fedeltà alle Istituzioni dello Stato».

Il comandante ha poi illustrato i risultati operativi della Legione Abruzzo e Molise: 130.224 servizi esterni, 473.039 persone identificate, 1.770 arresti e 15.600 denunce nell’ultimo anno. Particolarmente significativo l’impegno nel contrasto alla violenza di genere, con oltre 150 arresti e 839 attivazioni del “codice rosso”.

Feroce ha insistito sul ruolo delle Stazioni Carabinieri come “luoghi di accoglienza”: «Una parola di conforto, una mano tesa nei piccoli e grandi problemi della vita quotidiana possono fare la differenza. La nostra presenza molecolare sul territorio è la risposta più concreta ai bisogni di rassicurazione sociale».

Il generale ha ricordato anche l’impegno nelle scuole, con 13.200 studenti coinvolti in attività di educazione alla legalità, e il lavoro dei Carabinieri Forestali nella tutela ambientale e nella gestione delle riserve naturali.

Nel passaggio più intenso del suo intervento, Feroce ha rivolto un ringraziamento diretto ai militari dell’Arma: «Grazie perché, nonostante i concetti del servire e del sacrificio siano oggi spesso negletti, riuscite ancora a far prevalere la cultura dell’essere su quella dell’apparire. Grazie per il coraggio, la coesione e l’umanità con cui siete vicini alla gente».

La cerimonia si è conclusa con l’omaggio ai caduti e il tradizionale saluto: “Viva l’Arma dei Carabinieri, viva l’Italia!”.

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