L’assessore Valleriani: “Oltre 11,6 milioni accantonati e bilancio prudente”. il sindaco Scordella: “4,5 milioni di investimenti sul territorio”
SILVI – Conti in equilibrio, forte capacità di investimento e una gestione improntata alla prudenza. È questo il quadro che emerge dal rendiconto della gestione 2025 approvato dal consiglio comunale di Silvi, che certifica un risultato di amministrazione positivo e una struttura finanziaria definita solida anche dai revisori.
Il dato complessivo parla di un risultato lordo pari a 16.924.259,70 euro, ma a pesare è soprattutto la componente prudenziale: oltre 11,6 milioni di euro risultano accantonati. In particolare, circa 9 milioni sono stati destinati al Fondo crediti di dubbia esigibilità e un milione al fondo per le perdite delle società partecipate. Una scelta che, secondo l’assessore al bilancio Alessandro Valleriani, rappresenta una vera e propria “rete di sicurezza” per l’ente.
«Si tratta di uno scudo protettivo che garantisce stabilità nel lungo periodo – ha spiegato l’assessore – lasciando comunque una quota libera di 184.150,91 euro per nuove esigenze».
Un altro indicatore chiave riguarda i pagamenti: Silvi si conferma ente affidabile verso imprese e fornitori, con un indice di tempestività pari a -0,02 giorni, cioè pagamenti mediamente effettuati prima della scadenza. A fine 2025 la liquidità di cassa supera gli 11,4 milioni di euro e il Comune non ha fatto ricorso ad anticipazioni di tesoreria, riducendo così i costi finanziari e mantenendo piena autonomia operativa.
Sul fronte degli investimenti, il sindaco Andrea Scordella evidenzia un anno particolarmente intenso: oltre 4,5 milioni di euro impegnati tra opere pubbliche e risorse Pnrr, con interventi sulla riqualificazione del lungomare e progetti di digitalizzazione e inclusione sociale. I revisori hanno inoltre confermato il rispetto delle scadenze previste dai programmi europei.
La spesa per il personale si attesta intorno ai 4 milioni di euro, scelta legata al potenziamento degli uffici per far fronte ai nuovi carichi amministrativi e alla gestione dei fondi europei, restando comunque nei limiti di sostenibilità.
Sul fronte entrate, si registra la crescita dell’imposta di soggiorno (+90mila euro) e del canone unico (+116mila euro), segnale di un territorio più attrattivo e di una gestione più efficace degli spazi pubblici.
Infine, l’assessore Valleriani respinge le critiche sulla riscossione: «La riduzione dell’Imu accertata non è inefficienza ma pulizia contabile. – ha affermato – Abbiamo eliminato crediti non più esigibili, mentre il recupero Tari cresce di 385mila euro. Preferiamo numeri certi e non previsioni fittizie».
Un’impostazione che, secondo i revisori, conferma un Comune «solido e strutturalmente sano», capace non solo di garantire i servizi ma anche di programmare il futuro con conti in ordine e trasparenza.