Riforma idrica, D’Angelo: “Scelta politica contro Teramo. La Ruzzo non può perdere la guida del territorio”

16 Maggio 2026
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 Il presidente della Provincia e dell’Assi (assemblea dei sindaci per il servizio idrico integrato) critica le ipotesi regionali sui nuovi ambiti: “Teramo è il territorio più virtuoso d’Abruzzo, non può essere marginalizzato”

TERAMO – Un «fermo e sonoro no» all’accorpamento della Ruzzo Reti nel bacino del Gran Sasso senza il mantenimento della governance. È la posizione del presidente della Provincia di Teramo e dell’Assi, Camillo D’Angelo, che interviene sulla riforma del sistema idrico regionale ormai vicina all’approdo in consiglio regionale.

Dopo le audizioni in Commissione, sul tavolo restano due ipotesi: un ambito unico regionale oppure due sub ambiti. Una prospettiva che, secondo D’Angelo, penalizzerebbe il territorio teramano.

Il presidente richiama la posizione unanime espressa dall’Assi nell’assemblea del 9 aprile scorso, alla presenza del presidente Anci Abruzzo Pierluigi Biondi, favorevole invece a quattro ambiti provinciali rispetto ai sei attuali.

«L’estrema debolezza di questa riforma – sostiene D’Angelo – sta nel fatto che la governance viene costruita sul peso dei Comuni più popolosi, come Pescara e L’Aquila, e non sugli asset reali: chi possiede la risorsa e chi gestisce meglio il servizio».

Nel mirino finisce anche il rischio di una progressiva perdita di centralità del Teramano. «È una storia già vista – afferma – come accaduto con Camere di Commercio, Unioni Industriali e servizi regionali territoriali. Teramo rischia di diventare una semplice succursale di tavoli decisionali spostati altrove».

D’Angelo difende il modello gestionale della Ruzzo, indicando il territorio teramano come il più virtuoso d’Abruzzo per qualità del servizio, minore dispersione idrica e tariffe più basse. «È assurdo – aggiunge – che una riforma non parta dalle esperienze migliori per costruire il nuovo asset».

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