Scontro tra il sindaco Daniele Laurenzi e il presidente della Provincia Camillo D’Angelo su titolarità dell’opera e responsabilità del cedimento
NERETO – Il consiglio comunale straordinario di ieri, durato oltre quattro ore, ha approvato l’atto di indirizzo sul “ponte” di Campodino, l’attraversamento tra Nereto, Sant’Omero e Torano Nuovo chiuso per criticità strutturali. Il documento prevede una perizia tecnica sulla gabbionata di contenimento, ritenuta necessaria per fare piena luce sugli elementi del dissesto e chiarire cause e responsabilità, oltre all’intenzione del sindaco Daniele Laurenzi, di diffidare la Provincia di Teramo al ripristino urgente della viabilità.
L’atto di indirizzo, come sottolineato in aula, affida inoltre all’ufficio tecnico comunale il compito di redigere una perizia per verificare l’eventuale assenza della gabbionata rispetto al progetto e stabilire se tale mancanza possa aver compromesso durabilità e sicurezza dell’opera, configurando una possibile causa del cedimento, avvenuto senza l’eccezionalità di eventi alluvionali rilevanti dal 2015 a oggi.
Previsto anche il mandato agli uffici di reperire e verificare la documentazione richiesta dal sindaco e relativa alla vicenda amministrativa dell’attraversamento: dagli atti di deposito al Genio civile ai verbali di riconsegna del 2001 e del 2015, fino a ogni ulteriore documento utile a certificare l’eventuale passaggio dell’opera dalla Provincia di Teramo al Comune di Nereto e la sua acquisizione al patrimonio comunale
La seduta è stata particolarmente movimentata, soprattutto dopo l’intervento del presidente della Provincia Camillo D’Angelo, che ha poi lasciato l’aula, ma ha visto anche la partecipazione del consigliere regionale Dino Pepe e dei consiglieri provinciali di opposizione Maria Cristina Cianella, Luciano Giansante e Pietro Adriani, oltre ai sindaci di Sant’Omero Andrea Luzii e di Torano Nuovo Anna Ciammariconi.
Nel suo intervento il sindaco Daniele Laurenzi ha ricostruito la vicenda dell’attraversamento, ribadendo come, a suo giudizio, l’ex strada provinciale non sia «mai stata formalmente riconsegnata» al Comune di Nereto dopo i lavori del 2015. «Non esiste alcun verbale di riconsegna definitiva», ha affermato Laurenzi, richiamando anche la precedente fase amministrativa e la restituzione dell’opera alla Provincia dopo il crollo del 2011.
Laurenzi ha inoltre sollevato dubbi sulla regolarità dell’intervento eseguito nel 2015, chiedendo verifiche puntuali sulla gabbionata prevista dal progetto e segnalando possibili difformità proprio nell’area del cedimento. Contestata anche la tempistica del collaudo: l’opera venne riaperta nell’agosto 2015, mentre il certificato definitivo risale al gennaio 2016.
Di segno opposto la posizione del presidente della Provincia Camillo D’Angelo, che ha richiamato il passaggio di competenze già avvenuto nel 2003 con pubblicazione sul Bura, sostenendo che la Provincia nel 2015 abbia operato esclusivamente come soggetto attuatore. Secondo questa lettura, il dissesto sarebbe invece riconducibile alla mancata manutenzione delle acque meteoriche nel corso degli anni successivi alla riapertura.
Nel dibattito è intervenuto anche lo stesso D’Angelo, che ha lasciato intendere la disponibilità della Provincia a collaborare per una soluzione tecnica, pur ribadendo che l’ente non intende assumersi responsabilità non proprie.
Nel corso della seduta il consigliere regionale Dino Pepe ha invitato le istituzioni ad abbassare i toni e a riportare il confronto su un piano operativo. «Questa sera non abbiamo dato il meglio di noi stessi», ha detto, sollecitando un percorso condiviso per arrivare rapidamente alla riapertura del collegamento viario tra i tre Comuni.