Bucchianico si accende di colori con la festa dei Banderesi. E c’è chi studia le “Cancellate” di Sant’Urbano

12 Maggio 2026
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Festa_Banderesi

Domenica la sfilata dei carri con i coloratissimi fiori di carta e poi una settimana di riti che raccontano l’anima del paese. Il sindaco Di Lizio punta al rilancio in chiave turistica, anche attraverso ricerche sulla ricetta del dolce tipico

BUCCHIANICO – La tradizione, antichissima, vuole che Sant’Urbano andò in sogno al Sergentiere, vale a dire al capo dell’esercito bucchianichese, per suggerirgli come fare la pace con la rivale città di Chieti. Lo stratagemma era quello della “ciammaichella”, sorta di serpentina di soldati che passavano e ripassavano sulle mura bucchianichesi, in modo che da Chieti sembrassero un esercito ben più grande di quello che era in realtà. Il piano riuscì, pace fatta tra i due comuni vicini e Bucchianico da allora è pronta a rinsaldare storia, tradizioni, radici, identità e senso di comunità celebrando la sua festa più cara.

Domenica 17 torna a Bucchianico la festa dei Banderesi, con la sfilata dei carri pieni di coloratissimi fiori di carta, assemblati dalle abili mani dei bucchianichesi che per tutto l’anno preparano l’appuntamento al comando del Banderese, che quest’anno è Giovanni Piccoli. Il Sergentiere, invece, essendo una carica che si tramanda di padre in figlio, è sempre lo stesso: Guglielmo Tatasciore.

Il sindaco Renzo Di Lizio ha presentato questa mattina la manifestazione in Provincia insieme al sottosegretario alla presidenza della Regione, con delega al turismo, Daniele D’Amario, e il vicepresidente dell’Accademia Italiana della Cucina Mimmo D’Alessio. “L’obiettivo è un ulteriore rilancio della festa in chiave turistica”, spiega il sindaco, “ecco perché abbiamo interessato D’Amario e D’Alessio. Con l’Accademia della Cucina abbiamo promosso un’attività di ricerca perché vorremmo registrare una ricetta per i nostri dolci tipici, le Cancellate di Sant’Urbano. Proponiamo anche menù a tema con prodotti della nostra enogastronomia. Questa manifestazione rappresenta un autentico patrimonio della tradizione abruzzese tanto che negli anni ha ottenuto anche il patrocinio della Commissione nazionale Unesco”.

“La festa dei Banderesi”, conclude Di LIzio, “non è soltanto una rievocazione storica: è il racconto vivo di una comunità, della sua fede, delle sue radici e della sua capacità di trasformare la tradizione in occasione di crescita culturale e turistica”.

L’appuntamento con la sfilata dei carri e i fiori di carta è per domenica pomeriggio. Poi a Bucchianico inizia una settimana di festeggiamenti fino al 25 maggio, giorno dedicato a Sant’Urbano. E per la prima volta dopo mezzo secolo, il teatro dei festeggiamenti muta fisionomia: nella piazza centrale non c’è più il cosiddetto “palazzaccio”, fatto abbattere dell’amministrazione comunale.

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