Carcere di Lanciano, sindacati in protesta: sit-in davanti alla casa circondariale

11 Maggio 2026
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Accuse alla direzione per la modifica unilaterale dei turni e carichi di lavoro “intollerabili”

LANCIANO – Una mobilitazione compatta per denunciare condizioni di lavoro ormai al limite. È in programma per domani, martedì 12 maggio, dalle 9:30 alle 13:00, un sit-in di protesta nel parcheggio antistante la casa circondariale di Lanciano, promosso dalle sigle sindacali Sappe, Sinappe, Uilpa Polizia Penitenziaria, Uspp e Cgil.


Alla base dell’iniziativa, spiegano i sindacati in una nota congiunta, c’è l’interruzione delle trattative sindacali formalizzata lo scorso 27 aprile, conseguenza del mancato rispetto degli accordi e delle norme che regolano il rapporto di lavoro, in particolare sul ricorso allo straordinario. Nel mirino finisce soprattutto l’ordine di servizio numero 77 del 23 aprile 2026, con cui la direzione avrebbe imposto una modifica unilaterale degli orari dei turni, senza il necessario accordo e nonostante il parere contrario di tutte le organizzazioni sindacali.


Una decisione che, secondo le sigle, aggrava una situazione già critica. “Non è più accettabile – sottolineano – che a pagare siano sempre e soltanto le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria”, costretti da tempo a sostenere carichi di lavoro crescenti, in particolare nelle sezioni di alta sicurezza. I sindacati parlano di sacrifici personali e professionali sempre più pesanti, a fronte di organici insufficienti e condizioni operative difficili.


La protesta intende quindi lanciare un messaggio diretto all’amministrazione: il personale, affermano i rappresentanti sindacali, non può essere considerato una “variabile” da adattare alle emergenze organizzative. Al contrario, viene ribadita la necessità di rispettare accordi, prerogative sindacali e norme vigenti, oltre a garantire condizioni di lavoro sostenibili per chi assicura quotidianamente sicurezza e legalità all’interno dell’istituto.


Durante il sit-in sarà avanzata anche una richiesta precisa: la revoca immediata dell’ordine di servizio contestato e un intervento urgente del provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria, Giacinto Siciliano, affinché venga assicurata un’adeguata dotazione di personale per la gestione del carcere di Lanciano.

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