Uno studio unico in Europa per misurare l’impatto della partecipazione culturale sulla salute dei cittadini
L’AQUILA – Misurare in modo scientifico il legame tra partecipazione culturale e benessere delle persone: è questo l’obiettivo di BACH, lo studio longitudinale quanti‑qualitativo sviluppato dall’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti‑Pescara nell’ambito dell’Osservatorio culturale urbano e inserito nel programma di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026. Il progetto rappresenta una delle declinazioni più avanzate della visione contenuta nel dossier “L’Aquila città Multiverso”, che interpreta la cultura come fattore identitario, motore di sviluppo e leva capace di incidere concretamente sulla qualità della vita.
L’indagine punta ad analizzare, attraverso un approccio interdisciplinare, in che modo la partecipazione alle attività culturali influenzi i comportamenti individuali e collettivi, il senso di appartenenza e il benessere psicologico e fisico dei residenti. Per farlo, lo studio combina analisi qualitative e quantitative, con l’obiettivo di osservare nel tempo l’evoluzione delle abitudini culturali e sociali della popolazione. Tra gli elementi più innovativi spicca l’impiego di test metabolomici, strumenti che consentono di monitorare alcuni parametri biologici e psicologici dei partecipanti, così da verificare eventuali correlazioni tra attività culturale e benessere.
“Con questo progetto diamo piena attuazione a una visione che considera la cultura come un elemento strutturale del benessere delle comunità. La possibilità di misurarne gli effetti con strumenti scientifici rappresenta un passaggio fondamentale, perché consente di trasformare un’intuizione in un modello solido, capace di orientare le politiche pubbliche e di lasciare un’eredità concreta oltre il 2026”, ha dichiarato il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.
Secondo Pier Luigi Sacco, direttore del Centro BACH e professore dell’Università d’Annunzio, il progetto rappresenta “il primo studio longitudinale in Europa a integrare biomarcatori, strumenti psicometrici e analisi qualitativa per misurare gli effetti della partecipazione culturale sulla salute e sul benessere dei cittadini”. Sacco sottolinea inoltre come L’Aquila, città che ha già dimostrato una forte capacità di rigenerazione, costituisca un laboratorio ideale per indagare il nesso tra vita culturale e salute psicofisica.
In questo quadro, BACH assume un valore strategico perché contribuisce a costruire nuove metriche di valutazione delle politiche culturali, rafforzando un approccio che riconosce alla cultura un ruolo attivo nei processi di coesione sociale, salute e sviluppo. I risultati dello studio potranno orientare le scelte future e consolidare un modello di intervento fondato sul welfare culturale, uno dei pilastri del percorso di L’Aquila 2026.