Cgil e Uil sfilano a Giulianova tra bandiere della pace e richieste di lavoro dignitoso. La Cisl sceglie Pineto: al centro guerre, crisi industriale e tutela dei lavoratori
GIULIANOVA – Le note di “Bella Ciao”, le bandiere della pace e le rivendicazioni sul lavoro hanno accompagnato le celebrazioni del Primo Maggio in provincia di Teramo, dove i sindacati sono tornati in piazza come ogni anno per richiamare l’attenzione su occupazione, sicurezza e crisi economica. A Giulianova si sono svolte le iniziative promosse da Cgil e Uil, mentre la Cisl ha scelto il parco della Pace di Pineto per il proprio appuntamento.
Nel corteo giuliese uno dei momenti più sentiti è stato la deposizione della corona ai proletari caduti in tutte le guerre. «Un appuntamento importante e storico», lo ha definito il segretario della Cgil Teramo Pancrazio Cordone, sottolineando come «in un momento in cui la pace sembra non trovare spazio nel mondo, questo gesto assume un significato ancora più forte». Cordone ha ricordato che «i lavoratori e le lavoratrici sono sempre stati le prime vittime dei conflitti» e ha ribadito l’impegno del sindacato per «un mondo di pace».
Insieme al tema sentito della guerra, al centro della manifestazione anche il carovita, le pensioni e la sicurezza nei luoghi di lavoro, con particolare attenzione alla situazione abruzzese e alla crisi del settore automotive.
Per Michele Lombardo, segretario della Uil Abruzzo, il messaggio del Primo Maggio deve partire dal diritto «a un lavoro dignitoso e sicuro», richiamando le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Lombardo ha chiesto un impegno concreto per recuperare «il terreno perso sui diritti» e superare il fenomeno dei «contratti pirata», ritenuti responsabili di dumping contrattuale e del peggioramento delle condizioni dei lavoratori.
La Cisl ha invece organizzato la propria iniziativa a Pineto. Il segretario della Cisl Teramo Marco Boccanera ha parlato di «uno dei Primi Maggio più difficili dopo il Covid», segnato dalle tensioni internazionali e dai conflitti in Ucraina e Palestina. Secondo Boccanera, le ripercussioni delle guerre stanno colpendo anche il tessuto produttivo locale, con conseguenze pesanti soprattutto per il comparto metalmeccanico e per l’economia abruzzese.