Il capomissione della Life Support: “Porto lontano, imposte ai naufraghi sofferenze”
ORTONA – Domani mattina intorno alle 8 arriverà nel porto di Ortona la Life Support, nave di ricerca e soccorso di Emergency per lo sbarco delle 68 persone soccorse domenica 26 in due distinti interventi nelle acque internazionali della zona Sar libica.
“Arrivare fino al porto abruzzese – commenta Jonathan Nanì La Terra, capomissione della Life Support – significa imporre ai naufraghi, che sono soggetti vulnerabili, altri giorni in mare e allontanare il loro accesso a servizi essenziali, mentre le convenzioni internazionali prescrivono che i naufraghi vengano portati in un luogo sicuro il prima possibile Emergency – spiega – ritiene quindi che Ortona non possa essere considerato un Pos in linea con le Convenzioni Sar e le Risoluzioni del diritto internazionale per interventi di soccorso effettuati nel Mediterraneo centrale”.
“Come se non bastasse – aggiunge il capomissione della nave di Emergency – per raggiungere tale porto la Life Support si allontanerà dall’area operativa. Parliamo di quel Mediterraneo centrale che resta una delle rotte migratorie più letali al mondo e solo nei primi quattro mesi dell’anno, stando ai dati censiti dall’OIM, ha già fatto 781 vittime, più della metà delle persone morte nello stesso tratto di mare nell’intero 2025”