Lo psichiatra Cantelmi contesta l’elaborato della Ceccoli: “Test inattendibili, genitori sani di mente. Serve competenza”
VASTO – Un’analisi affidata all’intelligenza artificiale “boccia” la perizia psichiatrica sulla cosiddetta “famiglia del bosco” di Palmoli (Chieti). I periti di parte, guidati dallo psichiatra Tonino Cantelmi, hanno sottoposto la relazione della consulente tecnica Simona Ceccoli a un algoritmo connesso a una banca dati scientifica, ottenendo risultati “inattendibili”: solo il 25% di solidità sui test grafico-proiettivi, base delle conclusioni che definiscono i genitori “inadeguati”.
La relazione, depositata ieri al Tribunale dei Minorenni dell’Aquila, aveva giudicato Nathan Trevallion e Catherine Birmingham incapaci genitorialmente, basandosi su test che – secondo Cantelmi – ignorano valutazioni specifiche sulla capacità educativa. “Se la situazione non fosse tragica, potremmo dire che ci siamo divertiti ad analizzare l’elaborato con l’IA”, ironizza lo specialista all’ANSA.
I test MMPI-2, che dichiarano i coniugi “sani di mente ed esenti da disturbi di personalità”, ottengono una solidità tra il 60% e l’80%, “quasi attendibili”. Ma le inferenze sulla genitorialità crollano al 30%, e la capacità di giustificare misure limitative al 25%. Complessivamente, l’intera perizia è al 30%: “Una bocciatura solenne”.
Cantelmi critica anche la bibliografia: “Datata, del secolo scorso, sganciata dal testo”. La difesa annuncia di evidenziare “innumerevoli criticità” per chiedere il rigetto totale della perizia. “Ciò che frena questo sistema è la competenza”, conclude.