Progetto da 2 milioni e mezzo di euro per sviluppare nuove tecnologie da utilizzare anche sui futuri moduli abitativi da realizzare nello spazio
CHIETI – Tecnologie a basso costo per lo stoccaggio dell’idrogeno per applicazioni aerospaziali ed eoliche: è questo il focus del nuovo avveniristico progetto lanciato dall’università Gabriele d’Annunzio che oggi lo ha presentato al “Gas Hydrate Facility – Laboratorio di Chimica Organica” del dipartimento di Farmacia, nel Campus di Chieti. Il progetto si chiama “Hydragraph” ed è stato illustrato attraverso un esperimento dal titolo: “Ghiaccioli di idrogeno e celle a combustibile”, alla presenza del rettore Liborio Stuppia, il direttore del dipartimento di Farmacia, Luigi Brunetti, e il coordinatore del progetto Pietro Di Profio, docente di Chimica organica.
Le tecnologie che il progetto sta mettendo a punto riguardano due diversi scenari: lo stoccaggio dell’idrogeno per i fondali marini che si trovano al di sotto di piattaforme eoliche offshore e soprattutto la possibilità di alimentare le future installazioni spaziali, compresi i moduli abitativi. Per assicurare energia elettrica ai moduli abitativi da realizzare nello spazio si potrà dunque utilizzare l’idrogeno conservato secondo le tecnologie che si stanno studiando a Chieti.
La d’Annunzio è capofila del progetto a cui lavorano anche l’università di Bari e un’azienda privata. Il progetto ha ottenuto finanziamenti per 2 milioni e mezzo di euro, di cui 2 destinati all’ateneo teatino-pescarese. “In un momento di crisi energetica come quello che stiamo vivendo”, ha detto il rettore Stuppia, “gli studi e le ricerche universitarie sono, come dimostra questo progetto, importantissime per trovare e gestire fonti alternative di energia. L’università, ancora una volta, dimostra che le ricerche che si fanno all’interno hanno importantissime ricadute per la popolazione”.