Asl di Teramo, selezioni per il personale delle Case di comunità: oltre 2.700 candidati alle prove

16 Marzo 2026
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La Asl avvia le procedure per infermieri e operatori socio sanitari in vista dell’apertura delle nuove strutture territoriali. Presa di servizio prevista dal 1° maggio


TERAMO – Sono partite le selezioni per assumere il personale destinato alle nuove Case e agli ospedali di comunità. La Asl ha avviato in questi giorni le procedure per reclutare infermieri e operatori socio sanitari, figure fondamentali per garantire il funzionamento delle strutture che rappresentano uno dei cardini della sanità territoriale.

Da giovedì scorso la commissione è impegnata nelle prove dedicate agli infermieri: i candidati ammessi sono 691 e vengono esaminati a gruppi di 60 al giorno. Il calendario delle selezioni proseguirà fino al 2 aprile.

Da oggi, invece, sono iniziate anche le prove per gli operatori socio sanitari (Oss). In questo caso gli ammessi sono 2.052 e la commissione, affiancata da tre sottocommissioni, sta valutando circa 60 candidati al giorno.

Gli avvisi di selezione a tempo determinato serviranno a coprire il fabbisogno di personale non solo per le Case e gli ospedali di comunità ma anche per altre esigenze organizzative, tra cui la conclusione di rapporti di lavoro attualmente coperti con contratti di somministrazione.

Seguiranno le procedure per il reclutamento dei fisioterapisti, mentre è ormai alle battute finali il concorso per gli assistenti sociali.

Nel complesso il fabbisogno di personale — che si integrerà con quello già in servizio sul territorio — è di quattro medici, 36 infermieri, quattro fisioterapisti, otto assistenti sociali, 29 operatori socio sanitari e tre coadiutori amministrativi. Per tutti la presa di servizio è prevista il primo maggio.

«Le Case della comunità rappresentano il cuore del nuovo modello di sanità territoriale previsto dal decreto ministeriale 77. – dichiara il direttore generale Maurizio Di Giosia – Qui l’assistenza ruota intorno alla persona, non alla malattia: medici di medicina generale, infermieri di famiglia, specialisti e assistenti sociali operano in modo integrato per garantire continuità e qualità dell’assistenza. Il nuovo personale avrà dunque un ruolo centrale per il funzionamento di queste strutture», aggiunge il direttore, che sottolinea anche l’importante ricaduta occupazionale per il territorio.

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