Si è tenuta oggi la nuova udienza presso il Tribunale di Teramo. Per l’accusa Di Egidio avrebbe alterato la documentazione su alcuni presìdi medici pagati dalla Asl ma mai utilizzati
TERAMO – Parola ai testi della difesa nel processo in corso al Tribunale di Teramo a carico dell’ex primario di radiologia interventistica del Mazzini, Vincenzo Di Egidio, oggi in servizio a Pescara. L’accusa contesta una presunta truffa, tutta da dimostrare, da circa 350mila euro ai danni della Asl di Teramo, per dispositivi medici, cateteri, spirali e stent, che sarebbero stati pagati dall’azienda ma mai utilizzati.
Il processo si svolge davanti al giudice monocratico Emanuele Ursini, con i pm Stefano Giovagnoni e Silvia Scamurra per la pubblica accusa. Secondo la Procura sarebbe stato Di Egidio, difeso dagli avvocati Gianfranco Iadecola e Antonio Di Bitonto, a compilare i registri dei dispositivi impiegati e le richieste di reintegro. Parti civili sono la Asl e Cittadinanza attiva. Nella prossima udienza è previsto l’esame dell’imputato.
Tra i testimoni ascoltati Tiziana Di Natale, all’epoca operatrice di reparto addetta alla gestione dei carichi e scarichi dei presìdi, inizialmente condannata e poi assolta in appello per non aver commesso il fatto. Al centro della sua deposizione la gestione documentale degli interventi eseguiti tra il 2016 e il 2018 e le presunte anomalie contestate dall’accusa proprio su quei presìdi medici.
Ha invece precedentemente patteggiato per un anno e quattro mesi l’informatore scientifico Bruno Di Domizio, rappresentante della società fornitrice dei dispositivi. In aula si è discusso anche dei rapporti tra i tre, Di Natale, Di Egidio e Di Domizio e della possibilità per quest’ultimo di accedere all’ufficio del primario per la gestione della documentazione.