La storia di una delle donne più longeve d’Abruzzo: guerra, lavoro, indipendenza e un compleanno che diventa comunità
ROCCAMONTEPIANO – Vittorina Bonomo spegne 107 candeline con la naturalezza di chi considera la longevità un fatto semplice, quasi casuale. “Non ci sono segreti, è un destino. Si arriva fin qui perché si campa”, dice, raggiunta al telefono dopo il compleanno festeggiato domenica nella residenza per anziani La Rocca di Roccamontepiano, insieme ai nipoti Paolo e Maria Assunta e a tutto lo staff della struttura.
Lucida, curiosa, unico fastidio l’udito debole, Vittorina attraversa oltre un secolo di storia con una memoria che non vacilla. “Passo molto tempo a ricordare, ripasso gli episodi della vita”, dice nella telefonata resa possibile grazie al sindaco Dario Marinelli, alla responsabile Gabriella Di Meo e al proprietario Leo D’Angelo.
Il ricordo più duro resta la seconda guerra mondiale. “È stata una cosa indescrivibile. Allora abitavo a Bologna, una città sfortunata. Per me fu uno shock”. E il presente non la rassicura: “Il momento è critico per tutti. Spero che le cose si risolvano senza arrivare a una terza guerra mondiale. Chi cerca la libertà avrà sempre il mio apprezzamento”.
Nata a Milano il 14 giugno 1919 da una famiglia veneta, cresciuta a Bologna con la sorella Raffaella, Vittorina studia per diventare maestra, poi lavora come centralinista nella compagnia telefonica Timo, poi Sip. Si sposta tra L’Aquila e Teramo, fino al trasferimento definitivo a Pescara nel 1962. Non si è mai sposata: ha scelto la famiglia, restando accanto alla sorella minore fino alla sua scomparsa lo scorso dicembre.
È stata anche tra le prime donne a prendere la patente. Oggi segue la televisione, soprattutto i programmi con i concorrenti, e non perde una puntata del “gioco dei pacchi”.
La festa di domenica è stata più di un compleanno: un momento di comunità. La direttrice Di Meo parla della sua “vitalità e dolcezza”, il sindaco la definisce “un esempio per tutti”, i nipoti ricordano la sua forza tranquilla, la dignità con cui ha attraversato ogni stagione della vita.