Il processo Prospero resta a Perugia: respinto il patteggiamento per istigazione al suicidio

26 Febbraio 2026
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Andrea Prospero. sarà processato il prossimo gennaio il 18enne accusato di aiuto o istigazione al suicidio

La Corte conferma la competenza umbra, rinviato al 22 aprile con i primi testimoni

PERUGIA – Non si sposta da Perugia il processo per la tragica morte di Andrea Prospero, il 19enne di Lanciano trovato senza vita a gennaio 2025 in un bed and breakfast del centro storico. La Corte d’Assise umbra ha respinto l’eccezione di incompetenza territoriale sollevata dalla difesa del giovane romano accusato di istigazione o aiuto al suicidio.


L’udienza di oggi ha visto la difesa tentare più strade: oltre al trasloco del fascicolo a Roma – città di residenza dell’imputato – una nuova istanza di patteggiamento a tre anni di reclusione. Ma senza il consenso dei pm della Procura di Perugia, guidata da Raffaele Cantone presente in aula, i giudici non l’hanno nemmeno esaminata. Via libera anche al rigetto della richiesta di escludere alcune parti civili.

I due ragazzi erano in contatto tramite social media, ma la Corte presieduta da Carla Giangamboni ha chiarito: il reato si consuma dove è avvenuto il decesso, Perugia, non nella capitale. L’imputato non si è presentato.

Rinviato al 22 aprile per sentire i primi testimoni della Procura: i familiari di Andrea e gli investigatori della Squadra Mobile che hanno condotto le indagini iniziali. Tutti gli attori – pm Cantone e avvocati delle parti civili – si sono opposti alle istanze della difesa. Nei mesi scorsi, un primo tentativo di patteggiamento era stato bocciato dal Gip per pena eccessivamente lieve.

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