L’ottava edizione dell’evento promosso dalla Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile e dal Cai sarà coordinata dalla “D’Annunzio” di Chieti-Pescara. Il 5 e 6 settembre escursioni, interventi scientifici e attività sul territorio per raccontare ambiente, biodiversità e adattamento ai cambiamenti climatici
CHIETI – La Majella si prepara ad accogliere l’ottava edizione di “Climbing for Climate”, l’iniziativa nazionale dedicata alla sensibilizzazione sui cambiamenti climatici che quest’anno sarà coordinata dall’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, attraverso la Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile dell’Ateneo.
L’evento, promosso dalla RUS e dal Club Alpino Italiano, si svolgerà il 5 e 6 settembre nel Parco Nazionale della Majella, con un prologo opzionale previsto per il 4 settembre lungo la Costa dei Trabocchi, tra Ortona e il mare, in un simbolico collegamento tra costa e montagna. L’iniziativa coinvolge numerosi partner accademici e territoriali, tra cui l’Università di Brescia, gli atenei abruzzesi di L’Aquila e Teramo, il GSSI, l’Università Leonardo da Vinci, il Cai Abruzzo, le sezioni Cai di Chieti e Pescara, Ottociclo Escursionismo Abruzzo e Molise, la Scuola Ciclo Escursionismo Abruzzo e il Parco Nazionale della Majella.
Il programma si aprirà venerdì 5 settembre con “La montagna anfiteatro”, escursione che partirà dal rifugio Pomilio, sulla Maielletta, per raggiungere alcuni dei luoghi più iconici del massiccio: dalla Madonnina del Blockhaus a Sella Acquaviva, fino al Bivacco Fusco e poi alle vette del Monte Focalone e della Cima delle Murelle. Un itinerario pensato non solo come esperienza naturalistica, ma come occasione di osservazione diretta dei segni del cambiamento climatico in un ambiente di straordinaria complessità e fragilità.
Domenica 6 settembre sarà invece la volta de “La montagna che resiste”, con ritrovo in località Mamma Rosa e partenza per il Rifugio Di Marco. Anche in questa giornata il percorso escursionistico si intreccerà con momenti di approfondimento scientifico, dedicati al rapporto tra clima, biodiversità, ecosistemi e sviluppo sostenibile.
Numerosi gli interventi previsti nel corso delle due giornate: dal focus sulla rete europea per l’osservazione del cambiamento climatico dalle montagne al mare, a cura del professor Piero Di Carlo, allo studio della montagna come luogo di tutela della biodiversità e della salute, con il professor Luigi Menghini. Spazio anche al contributo del Parco Nazionale della Majella come Geoparco Unesco, con Luciano Di Martino, Adele Garzarella e Mariano Spera, oltre agli approfondimenti sulle specie alpine e sul riscaldamento climatico, sulla funzione protettiva della natura e sulle conseguenze economiche e sociali della crisi climatica.
«Questo evento – spiega la professoressa Michelina Venditti, referente del Rettore alla RUS di Ateneo – rappresenta un momento importante per la conoscenza di un ecosistema unico quale quello della Majella. Il CFC8 non è solo un evento di sensibilizzazione, ma anche l’occasione per descrivere e valorizzare un grande osservatorio naturale dell’Italia centrale, nel quale università, Parco e partner scientifici integrano ricerca atmosferica, ecologica e socio-ambientale per comprendere il cambiamento climatico e contribuire allo sviluppo di strategie di adattamento basate su evidenze scientifiche».
L’obiettivo dell’iniziativa è dunque duplice: da un lato promuovere la consapevolezza ambientale attraverso l’esperienza diretta dei luoghi, dall’altro rafforzare il dialogo tra ricerca, istituzioni e territorio. La Majella diventa così non solo scenario di escursione, ma vero e proprio laboratorio a cielo aperto per leggere il presente e immaginare il futuro.