Atri, il Museo etnografico riparte con il progetto Riabita

2 Settembre 2026
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Il museo etnografico di atri

Il progetto Riabita ottiene 350mila euro e trasforma il museo in un hub per giovani, lavoro, inclusione, artigianato e turismo

ATRI – Il Museo etnografico di Atri si è aggiudicato un contributo di 350mila euro nell’ambito del Bando ecosistemi culturali al Sud Italia promosso dalla Fondazione cassa depositi e prestiti in collaborazione con la direzione Impact di Intesa Sanpaolo. Il progetto, denominato “Riabita – Rigenerare insieme Atri: beni immateriali per un territorio più attrattivo”, ha come capofila la cooperativa sociale Formatalenti e coinvolge le associazioni Itaca e Cul.tur.a’ e il Comune di Atri.

L’obiettivo è trasformare il museo in un luogo vivo e multifunzionale, capace di unire cultura, lavoro, giovani, tradizioni e inclusione sociale. Il progetto prevede uno sportello di orientamento per i giovani, un’area coworking per studenti, professionisti e smart worker e percorsi formativi e lavorativi rivolti anche a persone in condizioni di fragilità.

Grande attenzione sarà dedicata al patrimonio immateriale e al dialogo tra generazioni, attraverso laboratori di artigianato e manualità condotti insieme ai portatori dei saperi locali. Le tradizioni saranno raccolte nell’Archivio digitale del patrimonio immateriale, con video, podcast e qr code distribuiti sul territorio. Previsti anche residenze per artisti e ricercatori, attività per le scuole e pacchetti turistici collegati alle eccellenze enogastronomiche e alla Riserva dei Calanchi.

Il Comune curerà la riqualificazione degli spazi, mentre la cittadinanza sarà coinvolta nei “Laboratori di futuro”, finalizzati alla definizione di un patto territoriale per la gestione condivisa del museo. Sono inoltre previste iniziative di mobilità e scambio giovanile con partner europei.

«Il Museo etnografico non sarà più soltanto un luogo di custodia della memoria, ma un presidio culturale e sociale attivo per giovani, scuole, famiglie e visitatori», sottolineano il sindaco Piergiorgio Ferretti e l’assessore alla Cultura Domenico Felicione, ringraziando i partner e la società Civica per la progettazione.

Per Vincenzo Di Marco, presidente di Formatalenti, Riabita dimostra come «cultura e patrimonio immateriale possano diventare volano di inclusione e sviluppo», con particolare attenzione all’inserimento lavorativo delle persone fragili e con disabilità.


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